sabato 14 ottobre 2017

Amo questa donna

Sì, la amo proprio.
Petunia Ollister, che seguo da tempo su Instagram, ha finalmente pubblicato il suo libro.
Eccolo qui

 
Da qualche giorno troneggia felice nella mia libreria, appena riordinata (e ne aveva bisogno...) dopo i lavori fatti in casa.
Non mi stancherei di sfogliarlo... appaga la curiosità, la vista e il gusto; con un po' di impegno, anche l'olfatto.
Ho scelto una pagina fra le tante, tutte bellissime.
 
 
 
L'edizione del Gattopardo è la stessa che, da ragazzina, ho letto e riletto a casa dei miei. E' ancora lì, da qualche parte; mi ha fatto tenerezza rivederla su questo libro.
 
Buon sabato, di sole e di letture.


giovedì 5 ottobre 2017

Restauri






Questa frase campeggiava fino a ieri su una parete della mia sala.
L'ho dovuta togliere, sacrificandola ad inevitabili lavori di imbiancatura.

Mi è costato toglierla, parecchio. Risaliva ad anni in cui avevo sogni che hanno richiesto molto più di un gran fisico affinché sopravvivessero diverso tempo, e nonostante questo, alla fine,  sono andati in pezzi. Giustamente, fra l'altro, perché non era cosa e non li rimpiango.

Sono passati anni, appunto; il mio fisico, che grande non è mai stato, è ormai completamente assorbito da una gestione del quotidiano che diventa sempre più faticosa e impegnativa, lasciando ben poco spazio ai sogni e ben poche energie, anche mentali, da devolvere ai medesimi.
Sto meditando se riempire la nuova parete con la stessa frase, che attualmente mi sembra parecchio pretenziosa, o sostituirla con altra più realistica e ancora da trovare.  

venerdì 29 settembre 2017

Per me

Anno di figlie liceali, entrambe.
Non mi sembra possibile, ma di fatto è così.
Cosa significa in concreto per me?
A parte alzarsi presto anche di sabato (noia che, peraltro, già mi smazzo da tre anni) significa avere il sabato mattina unicamente per me, cosa che non mi accadeva da tanto di quel tempo che neppure me lo ricordo. 
Ancora più in concreto, quattro-ore-quattro in cui posso fare quello che voglio, senza rendere conto a nessuno e senza rubare tempo a nessuno e a niente, intesi come figlie, lavoro o intrusi di altro genere.

Come gestirò cotanto tesoro?  Chi, come me, è ormai abituato/rassegnato a non avere un minuto per sé neppure chiudendosi a chiave in bagno, l'ansia da pagina bianca rischia di travalicare la felicità.
Avevo pensato di dedicare questo tempo a qualcosa che desidero da tempo, cioè imparare il tedesco.
mi sono arresa prima di iniziare... mi sono resa conto che, dopo una settimana di lavoro e tutto il resto, infliggermi regolarmente due o tre ore di corso al sabato mattina (a seconda della scuola) con annesso studio e compiti forse sarebbe stato un castigo più che un regalo.
Allora farò così... improvviserò, in base all'umore della giornata, al tempo che farà e agli eventi che - eventualmente scoverò.
Girovagando sul web ho trovato un sito (uno fra molti, per dire la verità) che segnala eventi e avvenimenti interessanti a Genova, Torino e , per quanto mi riguarda, Milano.
Il sito  si chiama Mentelocale, se a qualcuno potesse interessare e mi sembra ricco di spunti da prendere in considerazione.
Chissà, magari girando qua e là troverò un fidanzato tedesco che si adopererà per insegnarmi la lingua. che tanto, aspettare che sia l'uomo a imparare l'italiano ho già sperimentato che non è cosa.


martedì 26 settembre 2017

Post senza titolo (che oggi non ho voglia di cercarne uno)

C'è qualcosa che  può renderci persone migliori?
Intendo. non tanto esseri perfetti, candidati al Nobel per la pace, ma almeno persone meno sgradevoli per gli altri e più accettabili anche per noi stessi.
Rifletto da tempo su questo, perché davvero ci sono giorni particolarmente impegnativi da gestire e sono stanca.
Forse può aiutare la consapevolezza, di noi stessi, delle nostre possibilità e del perché - in certi momenti - abbiamo determinate reazioni di fronte a certe persone o situazioni.

Ecco, sì. Giusto un po' di consapevolezza. Non è sempre facile, non è sempre gradevole, ma penso che, alla lunga, aiuti.

martedì 12 settembre 2017

Al rientro

Che poi siamo già rientrate da due settimane, ma non me ne capacito.
Forse perché quest'anno mi sembra molto diverso, come se mi stesse già sfuggendo di mano.

Loro sono grandi, troppo grandi. In perenne movimento, in cerca di stimoli, di persone da incontrare e di cose da fare (e li trovano, stimoli, persone e cose).

Hanno tempi rapidi, a cui talora fatico a stare dietro: rapidi nei pensieri, nelle decisioni e nelle azioni.
Ho lavorato sopra e sotto l'acqua per fare in modo che si sentissero grandi, sicure e indipendenti; e ora che questo aspetto si delinea con maggiore precisione mi sento un po' frastornata.

Forse perché capisco che perderò sempre più il controllo; forse perché realizzo che le mie vere ragioni di vita avranno sempre meno bisogno di me e so che sarà un altro vuoto faticoso da riempire.

Non che non fosse previsto, oltre che normale. Semplicemente, come tante cose, ti coglie di sorpresa nonostante le previsioni.

giovedì 31 agosto 2017

Medi(t)ate, gente, medi(t)ate

Dunque, da dove iniziare?

Intanto questo post parte con un paio di giorni di ritardo, in quanto io per prima ho meditato se fosse il caso di scriverlo oppure no. Alla fine ha vinto l'oppure sì.

Poi aggiungo che, ovviamente dopo il sacro caffè con le amiche, il caffè con Gramellini è in assoluto il mio preferito.

Il caffè del 29 agosto, poi, me lo sono bevuto e ribevuto più volte, in quanto era particolarmente buono anche se parecchio amaro. Talmente buono che sottoscrivo ogni singolo chicco di caffè con cui è stato preparato.

Davvero possiamo affidare a persone come l'autore della frase incriminata il delicato e importante compito di mediare fra due culture tanto diverse?

Dove sta la mediazione in questo caso? Quale sano contributo all'integrazione possono dare persone del genere (sempre che nelle loro intenzioni ci sia effettivamente la volontà di arrivare ad una integrazione...)?

Ma soprattutto: salvo forse qualche imbarazzato commento di circostanza,. da parte dei nostri attivissimi gruppi femministi o pseudo tali si è per caso sentita partire qualche indignata levata di scudi contro questa affermazione? o forse sono state organizzate manifestazioni in sostegno delle vittime di stupro, qualunque sia la loro provenienza geografica, culturale o altro? no perché, nel caso, forse io stavo altrove in quel momento.

ah no scusate, forse lo avrebbero fatto se la frase fosse uscita dalla bocca - per esempio - di Salvini (per il quale, sia chiaro, non provo alcuna particolare simpatia): in questo caso, invece, meglio sorvolare e sperare che si dimentichi presto "l'incidente diplomatico" (pardon, culturale).
Cosa che, temo, avverrà senza ostacoli; con buona pace delle donne di tutto il pianeta.




mercoledì 2 agosto 2017

Sogno o son desta

Sto leggendo un meraviglioso libro, ma forse esagero, perché ho una venerazione del tutto acritica per il suo autore.
Che poi, in questo caso, autore vero e proprio non è, in quanto si tratta di una sorta di piccola antologia.
Comunque, il libro è questo



Raccoglie brani, passi delle Sacre Scritture o di opere epiche, sonetti o intere poesie: tutti hanno come tema il sogno.
Non ho ancora terminato il libro, ma mi sono segnata tre "contributi" che mi hanno particolarmente colpito per bellezza o per contenuto. O magari per entrambi.
Li riporto nello stesso ordine in cui compaiono nel libro.

"Se in sogno un uomo attraversasse il Paradiso, e gli dessero un fiore come prova d'essere stato lì, e se al risveglio si trovasse quel fiore in mano .... allora?"
                                                                                                   (S.T. Coleridge)

"Di tutta la memoria, vale solo il dono eccelso di evocare i sogni"
                                                                                                   ( A. Machado)

"Nel corso dei suoi sogni, l'uomo si esercita per la vita che verrà"
                                                                                                   (F. Nietzsche)

Io non ricordo praticamente mai se ho sognato o cosa ho sognato.....

               

martedì 1 agosto 2017

Domande futili, ma magari nemmeno troppo

Ogni tanto, in preda ad un impeto di curiosità mista a narcisismo, vado a dare un'occhiata alle statistiche che mi offre l'amico Blogger.
Ora, è chiaro all'universo, e ancora più alla sottoscritta, che questo blog sia meno di un nulla nel vasto mondo dei blog.
E' anche chiaro che nel web, zompettando zompettando, si può arrivare ovunque, per volere o per caso.
Così oggi leggo che, in quest'ultimo mese, il blog ha totalizzato l'inezia di 382 visite, suddivise (per provenienza geografica) come sotto riportato.


Visualizzazioni di pagine per paese

Grafico dei Paesi con il maggior numero di persone che visualizzano i blog
VoceVisualizzazioni di pagine
Russia
154
Italia
145
Stati Uniti
56
Cèchia
8
Germania
6
Argentina
3
Indonesia
3
Nicaragua
3
Francia
2
Portogallo
2


Ora, non che la cosa mi dia fastidio, per carità ... tutto sommato può anche farmi sentire lusingata che in Russia si preoccupino di leggermi più di quanto non facciano in Italia.

Ma mi chiedo chi mai si prenda la briga di farlo, visto che i siti di provenienza non sono molto chiari.
Stessa cosa mi chiedo, ad esempio, per Indonesia e Cechia....
per essere sincera, forse mi inquietano un po' queste visite di fantasmi... ma magari sto esagerando.
Non mi chiedo nulla per il Nicaragua, perché penso di sapere chi sia, e se ho ragione ne sono estremamente felice ;-)

Va bene cari amici, chiunque siate siete i benvenuti; ho bisogno di vacanza, quindi smetterò di farmi domande a cui non so dare risposte.


lunedì 31 luglio 2017

Cara ti amo. E ora?

Correva l'anno 1989.
Le fanciulle della mia generazione, allora nel pieno del loro potenziale di seduzione, sghignazzavano beatamente sulla confusione da loro stesse generata nelle menti maschili, magistralmente descritta dal caro Elio. 
Inutile dire che lo ascoltavamo come un tormentone e lo recitavamo come un mantra.
Taluni esemplari del sesso opposto solevano a loro volta canticchiarla nel pallido e vano tentativo di farci intuire in quale stato fossimo in gradi di ridurli.

Corre l'anno 2017.
Abbiamo appena appreso che, nonostante il mondo navighi verso livelli di sovrappopolazione da incubo, gli uomini occidentali hanno perso (dove e come, non si sa) il 50% della loro capacità riproduttiva. Il che non fa sghignazzare nemmeno un po'....

Siamo noi che abbiamo esagerato nella riscossa, o sono loro che stanno abdicando?
Avere accanto donne più forti e consapevoli (talora pure troppo) può portare a conseguenze di questo tipo?

Aggiungiamoci qualche immagine dalle sfilate uomo della scorsa stagione e di questa:




immagini dal web
Non ho nulla contro questi ragazzi... non ho nulla contro il lavoro degli stilisti, che sicuramente non sono in grado di capire e di apprezzare. e per questo faccio già pubblica ammenda.

In tutta sincerità, voi madri vorreste che il fidanzato delle vostre figlie si presentasse abbigliato in questo modo e con una di queste faccine depresse?

Mi meraviglio che siamo riusciti a salvare ben il 50% della capacità riproduttiva.
Per converso, non mi meraviglio più che riuscire non dico a trovare, ma quanto meno a individuare, un papabile compagno, si possa rivelare una delle più ardue imprese del nuovo millennio.

La società fluida è evidentemente molto fluida e nessuna scelta, di nessun tipo, è mai priva di conseguenze e di prezzi da pagare.

Caro, ti amo.
Mi sento confuso.


Buona estate... finchè almeno quella non sarà confusa.

sabato 8 luglio 2017

Gli angeli di Jack

Sono sempre insieme, uno strano quartetto.
Viola, Michela, Alice. E Giacomo.
Quattordici anni cadauno( forse una ancora tredici), allegri e spensierati, amici e basta... nessun secondo fine da parte di nessuno. Almeno per ora.
Ne manca ancora una, femmina pure lei, arriverà in agosto. Poi saranno al completo. 
La scorsa settimana, un imprevisto: Giacomo si unisce (per ben un intero pomeriggio) ad un gruppo "rivale ": alcuni ragazzi più grandi e tre ragazzine, decisamente non molto ben viste dalle nostre eroine.
Perché sai, mamma, quelle tre sono delle vere (beeeep): l'anno scorso Giacomo non se lo filavano nemmeno, lo consideravano uno sfigato.
Quest'anno invece hanno visto che è cresciuto, e hanno deciso di rubarcelo. Figurati se glielo lasciamo!
Fatto sta che le eroine prendono da parte la pecorella smarrita e gli fanno una lavata di capo che il poveretto deve ancora riprendersi. 
Va da sè che è rapidamente tornato sui suoi passi, il gruppo si è felicemente ricostituito e i timori di perdite sono dissipati.
Perché l'appartenenza al gruppo non è qualcosa su cui si può scherzare, neanche quando il gruppo sono tre sottili fanciulle dai lunghi capelli e il fuggitivo uno stangone dall'aria sorniona.