venerdì 23 settembre 2016

Cara mamma ti scrivo. E ti abbraccio

Non perché io sia specialmente qualificata per farlo, ma perché almeno - come quasi tutte - so di cosa parli.

Nella mia mini rassegna stampa del mattino oggi mi sono imbattuta nella tua lettera


A seguire, trovo anche questa perla


A tutti voi l'ardua sentenza su chi debba considerarsi "fallita", se mai sia corretto usare questo termine.

Cara mamma, che ti strapazzi e ti danni ogni giorno per fare bene (o quantomeno al meglio) tutto quello che tocca in sorte ad una donna, tu non sei una fallita, sei umana.
Come tutte noi, che ci sentiamo vittime di un cinico gioco del destino.
Spesso siamo più brave a scuola di tanti nostri colleghi maschi, spesso abbiamo più entusiasmi ed  aspirazioni, che vengono puntualmente incoraggiate dai nostri inorgogliti genitori.
Nessuno che ci abbia mai detto che tutto il nostro studiare e impegnarci con caparbietà sul lavoro si sarebbe poi inevitabilmente scontrato con il quadretto da Mulino Bianco che tutti da noi si aspettano, a cominciare dai mariti.

Mi ricordo perfettamente cosa successe dopo pochi mesi dal mio matrimonio e conseguente trasferimento da Milano a dove vivo ora, essendo però rimasta a lavorare come avvocato nello studio di Milano dove stavo prima.
Il mio pur splendido marito iniziò presto a non digerire i miei rientri al pelo per l'ora di cena o anche più tardi, le cene non proprio da chef stellato (vuoi per inesperienza vuoi per mancanza di tempo) e la mia stanchezza.

Quindi, per amor di pace e di prospettiva di vita da mamma, non potendo quasi contare su aiuti e non potendomi spennare per pagare tate, mi sono trasferita anche con il lavoro.
Con tutte le maledizioni che ancora oggi mi tiro per aver compiuto una scelta tanto kamikaze, che comunque non ha eliminato le difficoltà legate alla gestione di due figlie praticamente da sola.

Cara mamma, forse il magico avvocato (donna, per di più) da 236.000 euro non ha mai provato tutte queste cose; o forse sì... il che sarebbe ancora peggio.

martedì 20 settembre 2016

Tornando a casa

Rieccomi.
Mi sono chiesta anche questa volta, come quando sono partita, perché mai mi sia venuta voglia di tornare. E anche questa volta non lo so.
Certamente nella gestione di un blog continuare a saltellare da tutte le parti è poco produttivo. 
Nel mio caso, poi, addirittura un suicidio.
Questo blog è sempre stato piccolo per non dire minuscolo; ora - a distanza di un anno e mezzo - sarà certamente ancora più piccolo. Praticamente un deserto.
Non importa.
Ultimamente ho perso tanto la voglia di scrivere, ho molti pensieri che si accavallano ma nessuno che mi sembri avere il minimo di spessore per poterlo condividere.
Mi è già successo, quindi non me ne preoccupo troppo; passerà.
Sono tornata da queste parti dopo tanto tempo e, come per sfizio, mi sono messa a scrivere; volevo vedere se fosse cambiato qualcosa su Blogger, se ci fosse stata qualche "innovazione" nella piattaforma.
Mi pare di no, tutto sembra come prima; pazienza, ma intanto ho scritto.
E allora ho deciso che volevo tornare, perché in effetti tornare a casa è quello che vorrei davvero.
Ho capito però che, nella vita reale, c'è un tempo per ogni cosa, e che non rispettare i tempi porta inevitabilmente a risultati deludenti.
Allora aspetterò. E intanto ritorno qui.
Per chi abbia voglia di leggere fatti e pensieri di questo lungo intervallo, ho creato la pagina "Il Blog di mezzo"; da lì, un link vi porterà senza fatica sull'isola dove ho abitato negli ultimi 20 mesi o giù di lì.

Per il resto, provo a riprendere il filo su queste pagine.


mercoledì 7 gennaio 2015

Trasloco


Non volevo farlo.
Invece sì.
Volevo, ma non sapevo.. esitavo ma friggevo
E poi l'ho fatto.
Dopo tentativi, cancellature, rifacimenti, incertezze.
Non so neppure io perché, ma dopo un po' che sto ferma  mi sento inattiva e mi prende l'ansia.
Quindi parto.

Ho una casa nuova.

Forse non è più bella né più grande di questa, ma poco importa.
Di sicuro spero che la troverete accogliente e che avrete voglia ogni tanto di passare a trovarmi.
Ho portato con me tutti i mobili e i soprammobili, le foto di famiglia, i profumi e le ricette di casa.
Perché cambia la casa, ma non le abitudini, i gusti, i sentimenti ed i pensieri di chi la abita.
Così come vorrei che non cambiassero gli amici.
Il caffè è sempre pronto, il tempo per scambiare due parole non verrà mai meno.
Quindi vi aspetto, se vorrete.
A chi non avrà voglia dico comunque grazie per avermi accompagnato finora.

Vi lascio il mio nuovo indirizzo, sentitevi liberi di passare quando più vi piace, o anche di decidere di non passare.

 L'Isola Che Non C'è: un blog di piccole cose


Non è tanto complicato, vero? sembra quasi familiare...

Ah.. la vecchia casa non è in vendita: se in quella nuova non mi trovassi bene potrò sempre tornare indietro.
Un grazie davvero immenso, perché questo blog per me è più di quanto voi possiate immaginare.
A presto

Chiara

Liberté


martedì 23 dicembre 2014

I wish you a very Peanuts Crhistmas


 
 
Immagine dal web
 
 
Torno presto, perché stare troppo tempo lontana da qui mi è difficile.
Ma ho bisogno davvero di riposarmi un po'.
Buon Natale a tutti, con un abbraccio.

Io viaggio da sola

Ora puoi davvero. 
Finalmente i tuoi 14 anni nuovi di zecca  ti permetteranno di andare dove vuoi senza che i tuoi documenti debbano indicare gli adulti legittimati ad accompagnarti.
Adesso che hai finalmente avuto la tua personale valigia più grande come desideravi, perché "mamma, cosa ti è venuto in mente di portarmi a Londra con il trolley piccolo?"
Ora che questo tuo grande cruccio è risolto, dove andrai?Almeno me lo dirai?
 So che me lo dirai, ma che sarà solo per non farmi stare in ansia.
In realtà tu non vedi l'ora di fare a meno di tutto questo, così come non la vedevo io.
Di sentire tua questa vita, che inizia a starti già un po' stretta.
Sei una ragazza silenziosa, ma pensi a voce molto alta; e siccome - oltretutto- pensi come me, non faccio alcuna fatica a sentirti.
Tanti auguri giraffina
La tua mamma, che beve il caffè in una casa ancora immersa nel silenzio del vostro meritato riposo 

venerdì 19 dicembre 2014

Una lettera




















C'è una busta appesa ad una parete della camera di Alice.
È una busta bianca, semplice, chiusa con cura e addirittura sigillata con la cera rossa.
Non sapeva cosa usare, quindi ha fuso una candelina di Ikea... Ora nella stanza aleggia un insopportabile profumo di frutti rossi. 
Le indicazioni sono precise: leggere a14 anni. 
Cosa può aver scritto "a se stessa del futuro" una bambina di quasi 12 anni?
Non ho idea, ma come al solito lei è una sorpresa.


mercoledì 17 dicembre 2014

Ma che mi stupisco a fare?



Il pensierino è poco natalizio.. Il sospetto e la malfidenza non dovrebbero albergare nei nostri cuoricini in questi giorni.
Ma neppure, a mio insulso parere, la malafede. 
Dunque, nella mia infinita ingenuità, mi chiedo (e non per la prima volta): 
Come mai da parte di chi (noti e meno noti) normalmente  si lancia sui social network in crociate appassionate per qualunque mosca che  si veda volare, non si legge neppure di  un pensiero, una preghierina ( forse chiedo troppo) , un momento di raccoglimento o quel che volete, per quei 130 ed oltre bambini massacrati nella scuola di Peshawar? 
Tralascerò i due morti della cioccolateria di Sidney... Evidentemente sarà colpa loro se stavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato. 
Non aggiungo altro, è pure troppo così .

domenica 7 dicembre 2014

A casa

 Sant'Ambrogio è il giorno in cui più desidero essere a casa, ed oggi ero lì.

Milano sotto le feste è magica, caotica, colorata e "brillocca" come si conviene.




Ma è anche elegante sobrietà e sorprendente musica per le strade.




















E' la Prima della Scala... con il deprimente spiegamento di forze dell'Ordine che potrebbero (e penso vorrebbero) dedicarsi a questioni più importanti che non difendere il teatro e gli spettatori da proteste certamente legittime ma a mio parere fuori luogo in questa occasione.

Ma è anche, almeno per me,  il meraviglioso regalo di un'oasi di pace, eleganza e letteratura.
Ha finalmente riaperto, dopo lunghi lavori, la Libreria con la L maiuscola, quella dove anche da bambina passavo ore interminabili seduta fra gli scaffali (allora un po' antiquati e polverosi) in cerca del libro dei miei sogni.
E non uscivo mai a mani vuote.
Ci siamo tuffate nella nuova Rizzoli, in ammirato silenzio e famelica esplorazione...



..con il naso per aria, per leggere le citazioni sui foglietti che animano le lampade...


..con un sentimento di enorme ammirazione (e, perché no, anche affetto) per questo elegante ottuagenario signore, dai capelli candidi  ed il baffo vagamente austroungarico, che si aggirava con lo stesso nostro sguardo estatico e luminoso fra le nuove ambientazioni.
Ha chiesto spiegazioni ad un giovane e gentilissimo addetto della libreria, che gli ha offerto il braccio e gli ha domandato il permesso di accompagnarlo in giro ed aiutarlo a sentirsi di nuovo a casa, come prima dei lavori.
Lo ha lasciato, curvo e concentrato, al settore "scienze"; ed io mi sono sentita piccola piccola, ed anche un po' intrusa.




Lo abbiamo lasciato immerso nella sua contemplazione e siamo passate ad altri settori.
Nonostante i miei proclami secondo cui "prima di Natale non si può comprare nulla", le ragazze sono uscite   con un libro a testa: "I racconti del mistero" di Poe per Elisa, e "Humans of New York" per Alice, un bellissimo libro fotografico sui tipi umani che si incontrano per le strade di New York.
Che dire... le scelte a mio parere sono  sorprendenti e perfette al tempo stesso, calzano a pennello a chi le ha fatte.
Quindi, come spesso accade, non ho avuto il coraggio di oppormi.
Buon Sant'Ambrogio a tutti, milanesi e non.

P.S.: per chi fosse interessato:
il libro scelto da Alice nasce da una splendida pagina web , da cui ha preso il nome; da questa pagina  è nata anche la corrispondente versione milanese, "Umani a Milano": anche lei vale veramente la pena di essere visitata.

lunedì 1 dicembre 2014

Pragmatismo da liceale

 
 
Posto che il pragmatismo non le ha mai fatto difetto, al pari dell'autostima, ultimamente mi paiono entrambi in decisa crescita.
Perfettamente a suo agio nell'ambiente liceale, gestisce con disinvoltura uscite in anticipo, entrate in ritardo (compensate con abbondanti colazioni in gruppo al caffè vicino alla scuola) e frequentazioni della palestra stando attenta a schivare la prof. di matematica che suda sulla cyclette in fondo alla sala.
In aggiunta, gestisce i ritardi e gli imprevisti da maltempo con consumata abilità da "piccola imbruttita".
Eli va a scuola ogni mattina a piedi, insieme ad un'amica che abita poco distante da noi. una ventina di minuti di strada, che servono per svegliarsi, fare due chiacchiere rilassate prima di iniziare la giornata e, non ultimo, tenersi in forma ("sai mamma che peso già ben 42 chili?" emmenomale... hai 14 anni e sei più alta di me...).
L'altro giorno però pioveva forte, tirava un po' di vento, erano in ritardo  e la sua amica è finita in una pozzanghera appena fuori casa.
Niente panico. Si guardano negli occhi e scatta l'idea: taxi?
E taxi fu: sono arrivate a scuola così, in perfetto orario e senza inzupparsi ulteriormente.
Al mio sguardo fra l'incredulo ed il morto dal ridere mi ha risposto: sai mamma, qui mica siamo a Milano che in un momento sali sul bus o in metropolitana e parti.. qui non sai quando passa né quando arriva: il taxi è l'unica soluzione in caso di emergenza.
Noblesse oblige.
Comunque, tanto per non restare impreparate, lei a la sua compagna di cammino ripassano quotidianamente la sequenza delle fermate della metro di Milano... non si sa mai.