luglio
luglio è uno schiaffo in pieno viso, che ti colpisce a mano aperta ogni volta che metti il naso fuori casa o, semplicemente, osi aprire la finestra.
è cielo azzurro, ma raramente davvero azzurro, almeno qui da noi. si opta piuttosto per un bianco lattiginoso, che sa di calore e di afa, e smonta qualunque poesia.
sono le colazioni sul balcone, al mattino presto, momento in cui si coltiva la speranza di percepire aria fresca. qualche volta va bene, altre volte no.
sono i fiori sul balcone, che chiedono in silenzio di essere bagnati ogni giorno, ma anche di essere messi al riparo ogni volta (tante) in cui si annunciano catastrofi di vento e acqua. come questa mattina all'alba, ad esempio.
sono le piccole tortore ancora nel vaso, che crescono a vista d'occhio ma sono ancora lì, e io già mi sento triste al pensiero che a breve svolazzeranno via.
sono i giorni rubati all'ufficio per un agognato fine settimana lungo in montagna, che alla fine si saltano solo due giorni di lavoro ma ti senti in colpa come se fossi stata via un mese.
sono gli incontri di rito con le amiche, e lo stupore di vedere che quest'anno sembra tutto più leggero, anche se nulla cambia. e sentirsi felice per così poco.
luglio sei tu, che hai finalmente finito gli esami e giri come una trottola a salutare amiche che tornano da luoghi improbabili, prepari le tue vacanze e già parli del tirocinio del prossimo anno.
sei anche tu, che domani tornerai a casa dopo tre mesi, e io non vedo l'ora e forse neppure tu, ma sappiamo entrambe che dopo qualche giorno la casa che ora ti manca tanto ti starà già un po' stretta.
ma ci pensiamo in agosto, insieme a tante altre cose.
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