storie di nidi
da circa una settimana sono diventata zia.
non mi sarei aspettata di avere nipoti con becco e piume, ma la pennuta marta ha deciso di nidificare nel già spoglio vaso di piante grasse sul balcone della mia cucina, che ora è definitivamente devastato dalla costante cova sua e del suo compagno.
niente da dire, sono genitori premurosissimi, non lasciano soli i piccoli un momento. e noi, che andiamo a sbirciarli ogni due secondi (non hanno assolutamente paura di noi), già avvertiamo i primi segni di sindrome da nido vuoto al pensiero di quando li vedremo lanciarsi senza tema dal terzo piano.
con il che, mi viene da pensare a quando sarà il mio, di nido, a rimanere vuoto, e non per le frequenti e più o meno lunghe temporanee assenze delle mie pargolette senza penne.
mentre la mia irrequieta primogenita non batte ciglio sull'argomento, la mia ali ogni tanto mi fa venire un tutto al cuore, quando ragiona ad alta voce dei quartieri di milano in cui potrebbe piacerle prendere casa. perché, mamma, non manca tantissimo, l'anno prossimo mi laureo e poi ci dovrò pensare.
magari aspettiamo di trovare un lavoro... provo a buttare lì, un po' per spirito pratico e un po' per provare ad allontanare il momento.
ma si sa, sono tentativi pellegrini, che la fanno solo scoppiare a ridere.
spero che marta torni a farmi compagnia per le prossime covate, dovrebbe essersi trovata bene.

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