parla che ti passa

 in quest'ultimo mese, causa infortunio, ho lavorato molto da casa.

non ho mai sfruttato troppo questa possibilità, non ne avevo necessità e ho sempre preferito essere fisicamente in ufficio, sia per maggiore comodità lavorativa (sono un po' matusa, amo ancora la carta), sia perché non mi piace mischiare sacro e profano (dove il sacro è casa mia), sia perché mi piace stare in compagnia (e perché sono pure un po' maniaca del controllo).

ora che sono stata costretta, ho avuto la conferma che non fa per me, tranne (forse) nelle uggiose e fredde giornate di pioggia, in cui uscire non è proprio una tentazione.

più di ogni cosa, comunque, vince il lato sociale della faccenda.

mi sono ritrovata molto spesso a casa da sola, essendo le figlie in giro per studio o lavoro. certo, c'erano le telefonate in ufficio, qualche cliente al cellulare, ma tendenzialmente ero immersa in un silenzio fragoroso e per me sgradevole. 

mi ha fatto sentire triste e isolata, già non essendo di umore eccelso per i fatti miei.

mi sono ricordata, allora, di aver letto che le persone con un'intelligenza superiore spesso parlano da sole. desiderosa di entrare nel ristretto club, nonché per ovviare alla malinconia incombente, ci ho provato.

mi sono solo sentita ridicola. non entrerò mai nel novero degli intelligentoni, mi scappa troppo da ridere; ma almeno la malinconia se ne era andata per un po'.

ora sono di nuovo in ufficio, a tediare - felicemente- gli animi di tutti.


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