e intanto il tempo se ne va

dalla felicità di sogni e bisogni è passato poco più di un mese, ma in questo frattempo tutto si è fermato anche se tanto è successo.

grazie a una disattenzione, ho collezionato una brutta frattura, ricovero, intervento, stampelle, preoccupazione prima e frustrazione dopo (ma pure ora), riabilitazione, mobilità ridotta e fisioterapia da fare per recuperare.

niente di grave, sia chiaro; solo una lunga seccatura con le conseguenze del caso, anche se ogni tanto si affaccia il simpatico tarlo del dubbio che - magari- non tutto potrebbe tornare proprio come dovrebbe.

non si può guidare, ci è voluto un mese per zampettare decorosamente senza stampelle, lavoro per lo più da casa o devo attendere che lo scuolabus di famiglia mi accompagni qualche volta in ufficio e mi venga a riprendere.

niente vagabondaggi del fine settimana, niente yoga, niente autonomia logistica se non per i tratti che - evviva!- ormai posso percorrere a piedi da sola.

ma, soprattutto fine prematura del mio amatissimo corso di greco, che terminerà prima che io sia in grado di rifarmi tutto il lungo tragitto fino a lì. era il momento che mi ero scelta e faticosamente ritagliata per me, e invece no.

c'è di peggio, sia chiaro, ne sono consapevole io per prima e mi sento anche un po' infantile a lamentarmene; ma il tempo che se ne va, perso e colmo di vuoto, per una fatta come me è ancora più frustrante delle stampelle e di tutto il resto arrivato a corredo di questa esperienza di cui avrei fatto volentieri a meno.

Commenti

  1. Hai raccontato ciò che ti è accaduto senza lagnarti e senza spacciarlo per un evento catastrofico. Quindi va bene così e ti si può augurare una pronta guarigione
    massimolegnani

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  2. Grazie! per onestà, devo dire che mi sono anche lagnata. ma ormai è in discesa, va bene così.
    buona giornata

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  3. Il diritto alla lagna andrebbe aggiunto alla lista dei diritti umani

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    1. è che il mondo non ama tantissimo chi si lagna, e non so dargli torto. quindi mi sa che non mi conviene.

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  4. Mi dispiace tanto, e per quel niente che vale la mia opinione ti riconosco non solo il diritto di lagnarti, ma anche quello ad un eventuale urlo di rabbia, ti fosse caso mai sgorgato a mo' di valvola di sfogo... Comunque adesso vai finalmente in discesa, e con una fondata consapevolezza in più, quella dell'attenzione che va messa in tutto ciò che facciamo per evitare quel nanosecondo di distrazione o stupidità che poi purtroppo si paga a lungo, attenzione da raddoppiare proprio quando... si va in discesa ;-))
    Da che pulpito... mi viene da pensare, visto che sono caduta non una, ma tre volte.
    Ciao, un abbraccio!

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    1. ciao Siu, grazie! mi sa che hai ragione... in più, la discesa è forse il momento più a rischio. quando ci si sente fuori dalla zona rossa del pericolo, si ricominciano a fare "in scioltezza" movimenti e azioni che prima erano normali ma che ora richiedono ancora attenzione. e chissà dopo... camminerò con il naso a terra.
      un abbraccio

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  5. Credo - in controtendenza - che abbiamo diritto di lamentarci delle piccole cose che vanno storte, delle rinunce in teoria recuperabili, perchè arriva un giorno dove non recupereremo un bel nulla .. e quel giorno sarà una resa definitiva all'ineluttabile, del quale, allora sì, non potremo lamentarci, perché nessuno sarà in grado di rimettere le cose a posto.

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    1. è davvero questo che fa paura... rendersi conto che quel che si diceva "ma sì, pazienza, lo farò dopo, o fra un mese o fra un anno" in realtà non si può più fare. lo scialo del tempo e delle occasioni. ora non ci devo pensare, o anche le piccole cose di cui ho dovuto fare a meno mi sembreranno una perdita incolmabile. e forse lo sono. ciao, a presto.

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