e intanto il tempo se ne va
dalla felicità di sogni e bisogni è passato poco più di un mese, ma in questo frattempo tutto si è fermato anche se tanto è successo.
grazie a una disattenzione, ho collezionato una brutta frattura, ricovero, intervento, stampelle, preoccupazione prima e frustrazione dopo (ma pure ora), riabilitazione, mobilità ridotta e fisioterapia da fare per recuperare.
niente di grave, sia chiaro; solo una lunga seccatura con le conseguenze del caso, anche se ogni tanto si affaccia il simpatico tarlo del dubbio che - magari- non tutto potrebbe tornare proprio come dovrebbe.
non si può guidare, guida, ci è voluto un mese per zampettare decorosamente senza stampelle, lavoro per lo più da casa o devo attendere che lo scuolabus di famiglia mi accompagni qualche volta in ufficio e mi venga a riprendere.
niente vagabondaggi del fine settimana, niente yoga, niente autonomia logistica se non per i tratti che - evviva!- ormai posso percorrere a piedi da sola.
ma, soprattutto fine prematura del mio amatissimo corso di greco, che terminerà prima che io sia in grado di rifarmi tutto il lungo tragitto fino a lì. era il momento che mi ero scelta e faticosamente ritagliata per me, e invece no.
c'è di peggio, sia chiaro, ne sono consapevole io per prima e mi sento anche un po' infantile a lamentarmene; ma il tempo che se ne va, perso e colmo di vuoto, per una fatta come me è ancora più frustrante delle stampelle e di tutto il resto arrivato a corredo di questa esperienza di cui avrei fatto volentieri a meno.
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