sabato 14 ottobre 2017

Amo questa donna

Sì, la amo proprio.
Petunia Ollister, che seguo da tempo su Instagram, ha finalmente pubblicato il suo libro.
Eccolo qui

 
Da qualche giorno troneggia felice nella mia libreria, appena riordinata (e ne aveva bisogno...) dopo i lavori fatti in casa.
Non mi stancherei di sfogliarlo... appaga la curiosità, la vista e il gusto; con un po' di impegno, anche l'olfatto.
Ho scelto una pagina fra le tante, tutte bellissime.
 
 
 
L'edizione del Gattopardo è la stessa che, da ragazzina, ho letto e riletto a casa dei miei. E' ancora lì, da qualche parte; mi ha fatto tenerezza rivederla su questo libro.
 
Buon sabato, di sole e di letture.


giovedì 5 ottobre 2017

Restauri






Questa frase campeggiava fino a ieri su una parete della mia sala.
L'ho dovuta togliere, sacrificandola ad inevitabili lavori di imbiancatura.

Mi è costato toglierla, parecchio. Risaliva ad anni in cui avevo sogni che hanno richiesto molto più di un gran fisico affinché sopravvivessero diverso tempo, e nonostante questo, alla fine,  sono andati in pezzi. Giustamente, fra l'altro, perché non era cosa e non li rimpiango.

Sono passati anni, appunto; il mio fisico, che grande non è mai stato, è ormai completamente assorbito da una gestione del quotidiano che diventa sempre più faticosa e impegnativa, lasciando ben poco spazio ai sogni e ben poche energie, anche mentali, da devolvere ai medesimi.
Sto meditando se riempire la nuova parete con la stessa frase, che attualmente mi sembra parecchio pretenziosa, o sostituirla con altra più realistica e ancora da trovare.  

venerdì 29 settembre 2017

Per me

Anno di figlie liceali, entrambe.
Non mi sembra possibile, ma di fatto è così.
Cosa significa in concreto per me?
A parte alzarsi presto anche di sabato (noia che, peraltro, già mi smazzo da tre anni) significa avere il sabato mattina unicamente per me, cosa che non mi accadeva da tanto di quel tempo che neppure me lo ricordo. 
Ancora più in concreto, quattro-ore-quattro in cui posso fare quello che voglio, senza rendere conto a nessuno e senza rubare tempo a nessuno e a niente, intesi come figlie, lavoro o intrusi di altro genere.

Come gestirò cotanto tesoro?  Chi, come me, è ormai abituato/rassegnato a non avere un minuto per sé neppure chiudendosi a chiave in bagno, l'ansia da pagina bianca rischia di travalicare la felicità.
Avevo pensato di dedicare questo tempo a qualcosa che desidero da tempo, cioè imparare il tedesco.
mi sono arresa prima di iniziare... mi sono resa conto che, dopo una settimana di lavoro e tutto il resto, infliggermi regolarmente due o tre ore di corso al sabato mattina (a seconda della scuola) con annesso studio e compiti forse sarebbe stato un castigo più che un regalo.
Allora farò così... improvviserò, in base all'umore della giornata, al tempo che farà e agli eventi che - eventualmente scoverò.
Girovagando sul web ho trovato un sito (uno fra molti, per dire la verità) che segnala eventi e avvenimenti interessanti a Genova, Torino e , per quanto mi riguarda, Milano.
Il sito  si chiama Mentelocale, se a qualcuno potesse interessare e mi sembra ricco di spunti da prendere in considerazione.
Chissà, magari girando qua e là troverò un fidanzato tedesco che si adopererà per insegnarmi la lingua. che tanto, aspettare che sia l'uomo a imparare l'italiano ho già sperimentato che non è cosa.


martedì 26 settembre 2017

Post senza titolo (che oggi non ho voglia di cercarne uno)

C'è qualcosa che  può renderci persone migliori?
Intendo. non tanto esseri perfetti, candidati al Nobel per la pace, ma almeno persone meno sgradevoli per gli altri e più accettabili anche per noi stessi.
Rifletto da tempo su questo, perché davvero ci sono giorni particolarmente impegnativi da gestire e sono stanca.
Forse può aiutare la consapevolezza, di noi stessi, delle nostre possibilità e del perché - in certi momenti - abbiamo determinate reazioni di fronte a certe persone o situazioni.

Ecco, sì. Giusto un po' di consapevolezza. Non è sempre facile, non è sempre gradevole, ma penso che, alla lunga, aiuti.

martedì 12 settembre 2017

Al rientro

Che poi siamo già rientrate da due settimane, ma non me ne capacito.
Forse perché quest'anno mi sembra molto diverso, come se mi stesse già sfuggendo di mano.

Loro sono grandi, troppo grandi. In perenne movimento, in cerca di stimoli, di persone da incontrare e di cose da fare (e li trovano, stimoli, persone e cose).

Hanno tempi rapidi, a cui talora fatico a stare dietro: rapidi nei pensieri, nelle decisioni e nelle azioni.
Ho lavorato sopra e sotto l'acqua per fare in modo che si sentissero grandi, sicure e indipendenti; e ora che questo aspetto si delinea con maggiore precisione mi sento un po' frastornata.

Forse perché capisco che perderò sempre più il controllo; forse perché realizzo che le mie vere ragioni di vita avranno sempre meno bisogno di me e so che sarà un altro vuoto faticoso da riempire.

Non che non fosse previsto, oltre che normale. Semplicemente, come tante cose, ti coglie di sorpresa nonostante le previsioni.

giovedì 31 agosto 2017

Medi(t)ate, gente, medi(t)ate

Dunque, da dove iniziare?

Intanto questo post parte con un paio di giorni di ritardo, in quanto io per prima ho meditato se fosse il caso di scriverlo oppure no. Alla fine ha vinto l'oppure sì.

Poi aggiungo che, ovviamente dopo il sacro caffè con le amiche, il caffè con Gramellini è in assoluto il mio preferito.

Il caffè del 29 agosto, poi, me lo sono bevuto e ribevuto più volte, in quanto era particolarmente buono anche se parecchio amaro. Talmente buono che sottoscrivo ogni singolo chicco di caffè con cui è stato preparato.

Davvero possiamo affidare a persone come l'autore della frase incriminata il delicato e importante compito di mediare fra due culture tanto diverse?

Dove sta la mediazione in questo caso? Quale sano contributo all'integrazione possono dare persone del genere (sempre che nelle loro intenzioni ci sia effettivamente la volontà di arrivare ad una integrazione...)?

Ma soprattutto: salvo forse qualche imbarazzato commento di circostanza,. da parte dei nostri attivissimi gruppi femministi o pseudo tali si è per caso sentita partire qualche indignata levata di scudi contro questa affermazione? o forse sono state organizzate manifestazioni in sostegno delle vittime di stupro, qualunque sia la loro provenienza geografica, culturale o altro? no perché, nel caso, forse io stavo altrove in quel momento.

ah no scusate, forse lo avrebbero fatto se la frase fosse uscita dalla bocca - per esempio - di Salvini (per il quale, sia chiaro, non provo alcuna particolare simpatia): in questo caso, invece, meglio sorvolare e sperare che si dimentichi presto "l'incidente diplomatico" (pardon, culturale).
Cosa che, temo, avverrà senza ostacoli; con buona pace delle donne di tutto il pianeta.




mercoledì 2 agosto 2017

Sogno o son desta

Sto leggendo un meraviglioso libro, ma forse esagero, perché ho una venerazione del tutto acritica per il suo autore.
Che poi, in questo caso, autore vero e proprio non è, in quanto si tratta di una sorta di piccola antologia.
Comunque, il libro è questo



Raccoglie brani, passi delle Sacre Scritture o di opere epiche, sonetti o intere poesie: tutti hanno come tema il sogno.
Non ho ancora terminato il libro, ma mi sono segnata tre "contributi" che mi hanno particolarmente colpito per bellezza o per contenuto. O magari per entrambi.
Li riporto nello stesso ordine in cui compaiono nel libro.

"Se in sogno un uomo attraversasse il Paradiso, e gli dessero un fiore come prova d'essere stato lì, e se al risveglio si trovasse quel fiore in mano .... allora?"
                                                                                                   (S.T. Coleridge)

"Di tutta la memoria, vale solo il dono eccelso di evocare i sogni"
                                                                                                   ( A. Machado)

"Nel corso dei suoi sogni, l'uomo si esercita per la vita che verrà"
                                                                                                   (F. Nietzsche)

Io non ricordo praticamente mai se ho sognato o cosa ho sognato.....

               

martedì 1 agosto 2017

Domande futili, ma magari nemmeno troppo

Ogni tanto, in preda ad un impeto di curiosità mista a narcisismo, vado a dare un'occhiata alle statistiche che mi offre l'amico Blogger.
Ora, è chiaro all'universo, e ancora più alla sottoscritta, che questo blog sia meno di un nulla nel vasto mondo dei blog.
E' anche chiaro che nel web, zompettando zompettando, si può arrivare ovunque, per volere o per caso.
Così oggi leggo che, in quest'ultimo mese, il blog ha totalizzato l'inezia di 382 visite, suddivise (per provenienza geografica) come sotto riportato.


Visualizzazioni di pagine per paese

Grafico dei Paesi con il maggior numero di persone che visualizzano i blog
VoceVisualizzazioni di pagine
Russia
154
Italia
145
Stati Uniti
56
Cèchia
8
Germania
6
Argentina
3
Indonesia
3
Nicaragua
3
Francia
2
Portogallo
2


Ora, non che la cosa mi dia fastidio, per carità ... tutto sommato può anche farmi sentire lusingata che in Russia si preoccupino di leggermi più di quanto non facciano in Italia.

Ma mi chiedo chi mai si prenda la briga di farlo, visto che i siti di provenienza non sono molto chiari.
Stessa cosa mi chiedo, ad esempio, per Indonesia e Cechia....
per essere sincera, forse mi inquietano un po' queste visite di fantasmi... ma magari sto esagerando.
Non mi chiedo nulla per il Nicaragua, perché penso di sapere chi sia, e se ho ragione ne sono estremamente felice ;-)

Va bene cari amici, chiunque siate siete i benvenuti; ho bisogno di vacanza, quindi smetterò di farmi domande a cui non so dare risposte.


lunedì 31 luglio 2017

Cara ti amo. E ora?

Correva l'anno 1989.
Le fanciulle della mia generazione, allora nel pieno del loro potenziale di seduzione, sghignazzavano beatamente sulla confusione da loro stesse generata nelle menti maschili, magistralmente descritta dal caro Elio. 
Inutile dire che lo ascoltavamo come un tormentone e lo recitavamo come un mantra.
Taluni esemplari del sesso opposto solevano a loro volta canticchiarla nel pallido e vano tentativo di farci intuire in quale stato fossimo in gradi di ridurli.

Corre l'anno 2017.
Abbiamo appena appreso che, nonostante il mondo navighi verso livelli di sovrappopolazione da incubo, gli uomini occidentali hanno perso (dove e come, non si sa) il 50% della loro capacità riproduttiva. Il che non fa sghignazzare nemmeno un po'....

Siamo noi che abbiamo esagerato nella riscossa, o sono loro che stanno abdicando?
Avere accanto donne più forti e consapevoli (talora pure troppo) può portare a conseguenze di questo tipo?

Aggiungiamoci qualche immagine dalle sfilate uomo della scorsa stagione e di questa:




immagini dal web
Non ho nulla contro questi ragazzi... non ho nulla contro il lavoro degli stilisti, che sicuramente non sono in grado di capire e di apprezzare. e per questo faccio già pubblica ammenda.

In tutta sincerità, voi madri vorreste che il fidanzato delle vostre figlie si presentasse abbigliato in questo modo e con una di queste faccine depresse?

Mi meraviglio che siamo riusciti a salvare ben il 50% della capacità riproduttiva.
Per converso, non mi meraviglio più che riuscire non dico a trovare, ma quanto meno a individuare, un papabile compagno, si possa rivelare una delle più ardue imprese del nuovo millennio.

La società fluida è evidentemente molto fluida e nessuna scelta, di nessun tipo, è mai priva di conseguenze e di prezzi da pagare.

Caro, ti amo.
Mi sento confuso.


Buona estate... finchè almeno quella non sarà confusa.

sabato 8 luglio 2017

Gli angeli di Jack

Sono sempre insieme, uno strano quartetto.
Viola, Michela, Alice. E Giacomo.
Quattordici anni cadauno( forse una ancora tredici), allegri e spensierati, amici e basta... nessun secondo fine da parte di nessuno. Almeno per ora.
Ne manca ancora una, femmina pure lei, arriverà in agosto. Poi saranno al completo. 
La scorsa settimana, un imprevisto: Giacomo si unisce (per ben un intero pomeriggio) ad un gruppo "rivale ": alcuni ragazzi più grandi e tre ragazzine, decisamente non molto ben viste dalle nostre eroine.
Perché sai, mamma, quelle tre sono delle vere (beeeep): l'anno scorso Giacomo non se lo filavano nemmeno, lo consideravano uno sfigato.
Quest'anno invece hanno visto che è cresciuto, e hanno deciso di rubarcelo. Figurati se glielo lasciamo!
Fatto sta che le eroine prendono da parte la pecorella smarrita e gli fanno una lavata di capo che il poveretto deve ancora riprendersi. 
Va da sè che è rapidamente tornato sui suoi passi, il gruppo si è felicemente ricostituito e i timori di perdite sono dissipati.
Perché l'appartenenza al gruppo non è qualcosa su cui si può scherzare, neanche quando il gruppo sono tre sottili fanciulle dai lunghi capelli e il fuggitivo uno stangone dall'aria sorniona.

mercoledì 5 luglio 2017

Ci ho pensato

Un'amica mi ha detto che ultimamente parlare con me la deprime, perché non sono capace di cogliere e di mettere in risalto gli aspetti positivi di una nuova importante esperienza che lei si appresta a vivere.
Va bene... la cosa non fa di me una donna felice ma è giusto che l'abbia detto, e io ne prendo atto.
Quindi ho riflettuto, e ora le elencherò tutti gli aspetti positivi di questa situazione, 
Spero che apprezzerà almeno lo sforzo, se non il risultato (sul quale non garantisco), e questo per almeno due ragioni:
- faccio spesso fatica a vedere gli aspetti positivi della mia vita, di cui ovviamente conosco ogni dettaglio, figuriamoci la fatica che posso fare rispetto a scelte altrui, delle quali sono certa di non conoscere molti aspetti;
- siamo evidentemente persone diverse, forse più di quanto non immaginiamo noi stesse, con esigenze di vita quotidiana differenti e forse aspettative differenti su nostri figli: so di essere molto limitata, ma faccio fatica a cogliere la positività in qualcosa che io probabilmente non chiederei a me stessa e ad altri.

Però ci ho pensato, e questo è quello che vedo, augurandole di cuore ogni possibile felicità.

Starete tutti insieme, e questa è la cosa che vuoi più di ogni altra.
Vedrete posti nuovi e diversi, che male non fa mai.
Imparerai bene una lingua, che male fa ancora meno.
Imparerai a cucinare nuove prelibatezze, che ti toccherà offrire alle tue amiche quando tornerai ogni tanto a casa.
Avrai un giardino ovviamente rigoglioso e molto verde, che ti renderà fiera e felice.
Conoscerai nuove persone, che piano piano (o magari forte forte) non ti faranno rimpiangere quelle vecchie; che tanto, qui, di gente nuova e interessante è drammaticamente difficile che ne arrivi.
Col tempo ti si apriranno nuove prospettive, ne sono certa.
Non soffrirai il caldo, quindi sarai certamente più energica di quanto non mi senta io in questi giorni.
Potrai bere profumate tazze di thè di ogni tipo, e avrai nuove amiche di Tea Time anziché di Coffee time; ma va bene uguale.
Spero che continuerai a vestirti come un'italiana... perché su questo fronte, mi spiace, ma non riesco a vedere nulla di positivo neppure con il massimo sforzo.

Così ho pensato, e questo ho visto; spero che mi siano sfuggite molte altre belle cose.

sabato 24 giugno 2017

Qui lo dico e qui lo nego

Dal mio telefono ho l'accesso diretto tanto al mio account Instagram quanto a quello di Alice.
Per diverse ragioni, la prima e più antica delle quali, a suo tempo, era stata che le avrei lasciato aprire il profilo solo potendolo controllare direttamente.
A queste di aggiunge che lei usa il mio telefono per risparmiare giga e fare foto migliori che con il suo ... eccetera. 
Morale, ogni tanto apro Instagram e mi trovo sul suo profilo invece che sul mio. 
Confesso, quando succede sbircio le foto. Non tanto le sue, che conosco a memoria, quanto quelle postate dalle sue amiche. 
E mi chiedo: perché oggi le adolescenti sono tanto appiccicose? E perché, allo stesso tempo,  si rivolgono le une alle altre con appellativi che si miei tempi avrebbero usato gli scaricatori di porto (che non se ne vogliano)?
Non so... in un post di buon compleanno la festeggiata viene chiamata "scema"(ma affettuosamente eh..).
Giustamente, la scena risponde a chi le ha fatto gli auguri con termini che eviterò di riportare. Seguiti da abbondanti cuoricini palpitanti e dichiarazioni che non penso di aver fatto a nessun fidanzato neppure nei momenti migliori. 
Ma che senso ha tutto questo? 
Naturalmente, io non ho visto niente, letto niente, detto niente. 

giovedì 22 giugno 2017

Nonne e nipoti



La nipote aveva scritto questo bigliettino qualche anno fa, a casa dei nonni, infilandolo in uno dei mille diari segreti che hanno popolato la sua infanzia. Poiché non erano per nulla segreti se non nella sua immaginazione, la nonna e la sua mania di riordinare li hanno trovati tutti, uno ad uno, certamente letti e altrettanto certamente smembrati in mille pezzi, con buona pace della nipote. 
Questo pezzetto si è salvato per ragioni misteriose, così la nonna in questi giorni un po' difficili ha deciso di riesumarlo e appenderlo sulla scrivania della cameretta. 
Sono uguali, lei e la nipote. 
Pervicacemente decise a vivere con gioia ogni loro giorno, perché non ci sono valide ragioni per comportarsi diversamente. 
Io ho preso da mio padre. Complicato andare contro la genetica, almeno per me. Ma forse sarebbe il caso di dare retta al bigliettino della nipote. 

lunedì 19 giugno 2017

Velleità




Lei mi dice: mamma, con La Russa e La Rossa abbiamo deciso di cimentarci in una cena internazionale. Ognuna preparerà un piatto a sua scelta di una parte del mondo che preferisce e poi ceniamo tutte insieme. Indovina dove?
E vuoi che non lo sappia dove? Va beh, a me non dà fastidio avere ragazze per casa, quindi nesssun problema. 
Mamma, continua lei imperterrita, ho visto che hai tanti libri di cucina di tutto il mondo, ne prendo qualcuno così mi ispiro. 
E mi esibisce con un gran sorriso Yotam Ottolenghi... gulp, l'autostima evidentemente non difetta. 
Molto bene. 
Mammina... visto che oggi sono a casa dall'alternanza scuola lavoro e non ho programmi, farei qualche prova, così per vedere come viene. Ti dispiace? Insomma... io sarei in ufficio ma va bene, fai pure. 
A fine mattina mi manda la foto di cui sopra... quando chiedo cosa siano resta un po' sul vago: ehm, ho un po' rivisitato (pure!) due insalate del libro. 
Ok, lasciami un assaggio in frigo, per pranzo torno a casa e degusto. 
Va bene mamma!  Volevo dire, la cucina è un po' in disordine ma dopo sistemo. Ulp..
Non torno mai a casa a pranzo... avrei fatto bene a continuare così. 
La cucina, una Cambogia. 
Il lavello, misteriosamente, ha iniziato a perdere.
Yotam Ottolenghi avrebbe più di qualcosa da ridire, ma sarebbe certamente più indulgente della sorella della cuoca. 
La cena internazionale si farà... abbiamo il tempo di apportare le correzioni necessarie per scongiurare crisi diplomatiche. 
Bacetti Eli!

martedì 23 maggio 2017

Sogni a due piazze

"Trump porge la mano a Melania; la first lady la allontana".

Così il Corriere della Sera a proposito dell'arrivo della coppia a Tel Aviv ieri, ma così in definitiva anche tutti gli altri quotidiani. In modo un po' defilato,  perché ovviamente i fatti di Manchester meritano ben altra attenzione.
Però, ognuno appone il suo ricamino.
Così da qualche parte leggo che lei lo respinge perché (al contrario del presidenziale consorte) conosce l'etichetta e giudica inappropriato procedere mano nella mano.
Non conosco l'etichetta, confesso, ma in fondo ci sta.
Altrove invece leggo ovviamente di dissapori fra i due, evidenziati già in varie occasioni, che nasconderebbero il gran malumore di lei. Melania, fra le varie cose  non avrebbe avuto alcun lontano desiderio di diventare First Lady, tanto che se ne è saggiamente rimasta a New York.
Il sogno era solo suo, di lui, a quanto dicono quelli che sanno tante cose.
Io non ne so nulla, e neppure mi interessa.
Ma penso che, evidentemente ad ogni livello sociale, quello che dovrebbe essere un sogno a due piazze molte volte non è altro che un sogno a una sola piazza, magari - quando va bene- un po' stiracchiato fino a raggiungere quella piazza e mezzo di minimo agio che dovrebbe calzare ad una coppia.
Perché, alla fine, siamo in tante ad aver sposato il sogno del nostro compagno, con la convinzione più o meno forte che saremmo riuscite senz'altro a farlo diventare anche nostro, in nome dell'amore....
va beh. magari a qualcuna è andata o andrà bene.
Io so quel che è stato per me, e mi è sufficiente.
Per quanto un amore sia grande, non sempre arriva a coprire e pervadere il sogno di vita elaborato da uno solo dei due, anche quando questo sogno si fonda sull'intima convinzione che anche l'altra/o non potrà che esserne felice.
Invece no... temo che si possa amare, anche molto, una persona ma non per questo necessariamente riuscire a far proprio il suo sogno di vita o le sue aspirazioni.
Ma questo, purtroppo, non è sempre così chiaro nel momento in cui dovrebbe esserlo: di solito lo diventa diverso tempo dopo.

mercoledì 3 maggio 2017

E poi

E poi succede che ieri, mentre stavi scrivendo Votantonio, le ragazze arrivino in studio da te, per un pranzo al volo prima delle loro lezioni di tennis e inglese.

E succede anche che Elisa si alzi improvvisamente dalla sedia e venga a sbirciare il monitor e dica come se nulla fosse "ah, stai scrivendo sul blog".
Davvero? fa eco l'altra. Cosa scrivi?
Poi sembrano quasi subito pentirsi di quello che hanno detto.... ammettono di sapere da tempo che hai un blog (bello il nome, scappa detto a una. Certo...  chi porta Walt Disney come argomento di tesina dell'esame di terza media puoi sperare che almeno apprezzi il nome), ma poi tergiversano.

Io non ho letto niente, dice quella che apprezza il nome: è come se fosse il tuo diario, non lo farei mai. Forse però dovresti mettere un codice di accesso.
Buon approccio... ma detto dalla regina delle stalker non so cosa pensare. Comunque non ho voglia di mettere codici: mi sembra inutile... tanto a quanto pare in questo periodo siamo le uniche lettrici, e va bene così.
Io non ho letto niente, dice quella che ha fatto coming out per prima... forse l'ho trovato mentre cercavo il blog di Elasti, di cui mi hai parlato. Tentativo meno brillante, da lei mi aspettavo qualcosa di meglio.

E poi a te scappa anche tanto da ridere, perché era da un bel pezzo che avevi il sospetto che lo sapessero e facessero finta di nulla, visto che parecchio tempo fa ti eri resa conto di un numero spropositato di accessi in un solo giorno dal tuo account... e non eri certo tu che ti andavi a rileggere tutti i post in un impeto di nostalgia.
Era il pomeriggio del 15 settembre 2015, per la precisione: le statistiche di Wordpress non mentono e si possono sempre recuperare.
Ti resta solo il dubbio su chi si sia presa la briga di leggere tanto....

Care ragazze, se state leggendo anche questo post sappiate che non sono per nulla arrabbiata.
Forse avete scoperto qualche mio pensiero che non immaginavate, ma forse la cosa non mi dispiace.
E comunque sì... parlo anche di voi, con i vostri nomi veri. E sì, Elisa, mi è capitato anche di scrivere qualcosa sulle tue vacanze studio... non ho capito come mai proprio questa domanda fra mille.
Magari tornerete sull'argomento. O torneremo.
Baciotti,
La mamma

martedì 2 maggio 2017

Votantonio Votantonio

Tempo di elezioni amministrative... un amato sindaco se ne va, un altro amato sindaco arriverà
Nel frattempo, campagne elettorali per ogni dove.
C'è il cassiere della mia banca... brava persona senza dubbio, ma se penso a quanto mi fa penare ogni volta che vado da lui, peggio mi sento a immaginarlo consigliere comunale.
Però mi ha promesso un santino elettorale per la prossima volta che capiterò allo sportello. Va bene.
C'è una delle ragazze del mio ufficio... brava persona anche lei, senza dubbio sveglia e con voglia di fare; se penso a quanto è polemica per questioni da nulla, posso solo immaginarmi cosa potrebbe fare in Consiglio Comunale. Anche lei promette santini; va bene.
C'è anche la favolosa ex pediatra dottoressa A.. persona da me stimata e venerata per molte ragioni, che a quanto pare si candida nella stessa lista. Su questo suo passo sto ancora riflettendo; almeno, per ora, non mi ha dato né promesso santini.
C'è il loro capo lista candidato sindaco è un ex ragazzo ora uomo, amico di mio marito dalla notte dei tempi. L'ho sempre considerato simpatico dal punto di vista personale, ma avendo avuto a che fare con lui per altre ragioni ed essendoci scontrati non poco, mi astengo dal valutarlo sotto profili diversi da quello personale.
Per decenza, anche lui per ora si astiene da (quasi) tutto.
A un convegno incontro una conoscente, lei non si candida, però sostiene animatamente un'altra lista(ebbene sì, da queste parti più liste che elettori); mi appioppa l'amicizia su FB e mi tempesta di notifiche di eventi del suo candidato del cuore.
Qui niente santini. ma forse solo perché non l'ho più incontrata di persona.
Dall'altro lato (politico) del panorama elettorale ritrovo un'amica e una stretta conoscente/quasi amica, entrambe candidate come consigliere. Mi hanno fatto comprare tagliandi per una riffa che vede in palio nientemeno che una cena con il candidato sindaco.. (grazie, anche no), mi hanno iscritto d'ufficio alla loro newsletter e mi invitano a dibattiti su argomenti improbabili a cui non vado mai.
Anche qui santini niente, non hanno i fondi.
Peraltro, per quanto siano politicamente lontane dalle mie inclinazioni di fondo, ammiro molto il loro impegno e la loro trasparenza.

Bello abitare in un posto dove tutti si conoscono... non ti senti proprio tirata da tutte le parti.
Fino a quel giorno, si intende, poi di nuovo ognuno per sé e Dio per tutti.

venerdì 28 aprile 2017

Tutto bene, grazie. Forse

La prima parte è la risposta standard che do a qualcuno quando mi chiedono come va.
La seconda è quella che riservo a me stessa, mentalmente, magari anche solo per scaramanzia.
Che in realtà di scaramanzia ce ne vuole parecchia di questi tempi.
Per fare un esempio a caso, mi viene in mente un  Presidente (?) che, come bilancio dei suoi primi cento giorni, confessa candidamente "pensavo che sarebbe stato più facile"; che è più o meno quello che potrebbe dire mia figlia dopo le prove Invalsi di terza media.
Lo stesso Presidente che, non pago di quanto sopra, assolve il collega nord coreano dichiarando che alla sua giovane età forse non si può pretendere da lui più di tanto; però non fa niente, anche se giovane e inesperto (?) quasi quasi una bomba gliela buttiamo lo stesso che male non fa.
La sua gentile consorte intanto, per non perdere tempo, gioca a Nostra Signora di Tutte le Guerre vestendosi con tailleur militare (firmato però, eh) per ricevere la coppia presidenziale argentina. 
Dal canto suo, l'acerbo giovinetto nord coreano minaccia di cancellare dal mondo gli Stati Uniti (e magari qualcun altro che sta nel mezzo, perché no): scusa Kim, non si potrebbe rimandare il tutto a settembre, che magari riesco a fare le vacanze da tempo sognate e ormai programmate? Che mi seccherebbe un po' dover spiegare alle mie figlie che cambiamo programmi per colpa di voi due, sempre che nel frattempo non ci abbiate già sbriciolate.
So che il pensiero suona un po' egoista e superficiale,  ma tanto a quanto pare ognuno pensa beatamente solo ai fatti suoi.... magari per una volta anch'io penso ai miei.
Ma poi, scusate,  il problema del mondo non doveva essere Al-Baghdadi?
Ho perso dei pezzi per strada mi sa, compreso il perché si conceda il diritto di voto a tutti ma proprio a tutti, visti i risultati.
Comunque tutto bene, grazie. Forse.

venerdì 7 aprile 2017

Accade di venerdì

Accade che sei un po' prima delle quattro di un venerdì pomeriggio di una settimana faticosissima.
Stai sistemando le ultime cose in ufficio perché vorresti davvero riuscire a scappare presto prima di decidere che odi senza rimedio il mondo intero.
Accade che l'implacabile telefono inizi a bombardarti con le ultime pessime notizie da Stoccolma, che consideravi fino a cinque minuti prima un angolo sicuro perché "chi potrà mai avercela pure con gli svedesi?".
Inizi a meditare che alla fine tutti ce l'hanno con tutti e forse nessuno sa nemmeno più perché, e questo è dannatamente triste oltre che spaventoso; ma non riesci nemmeno più ad essere tanto spaventata, e anche questo ti preoccupa.

Poi ti scrive un messaggio tua figlia, quella grande, che ti dice che ti ha inviato via mail il tema che ha fatto oggi a scuola sull'eutanasia e vorrebbe tanto che tu lo leggessi e le dicessi cosa ne pensi (oggi a scuola tema con il pc... ancora non si è ben capito come mai, ma l'esperimento è molto piaciuto perché ha eliminato la fatica di scrivere brutta e bella ed ha consentito svariate modifiche in corso d'opera, il che non è mai male).

Decidi di leggere subito il tema, così ti distrai un po' da tutto il resto.
E scopri, caso mai non te ne fossi ancora resa conto, che è diventata grande, e non solo perchè è una spanna più alta di te, perché va in giro da sola, mette bellissime scarpe con i tacchi o - se non stai attenta a custodire la carta di credito - prenota aerei e alberghi alla velocità della luce.

E' grande perché - lei come i suoi compagni, ovviamente- parla e ragiona di cose da grandi, in modo sensato e profondo, sereno ed equilibrato; ne parla concludendo che ogni Paese dovrebbe essere in grado di garantire ai suoi cittadini la miglior vita possibile, libera e dignitosa; e che questo dovrebbe comprendere senz'altro anche il diritto di morire in modo dignitoso.
In questo venerdì, che avevo fretta di concludere, mi trovo ancora qui.
Seduta alla mia scrivania, con un occhio alle news e l'altro ai suoi pensieri.
Riflettendo sul fatto che non ama particolarmente esternarli a voce, ma mi chiede di leggerli.
Magari finirà anche lei per aprire un blog.


giovedì 23 marzo 2017

Surrealismo

Andare al colloquio con l'insegnante di lettere di Alice, colloquio prenotato all'ultimo secondo grazie a qualcuno che deve aver disdetto.
Trovare due amiche con cui fare allegramente salotto in attesa di essere ricevute.
Attendere un bel po', perché una delle suddette amiche - mamma di storica compagna di Alice - pare debba raccontare la storia dalle origini, anche se sospetti di sapere di cosa stia parlando.
Avere conferma dei tuoi sospetti quando la prof esce e ti chiede se hai problemi a fare un simpatico colloquio collettivo, "tanto vi conoscete bene e poi non è delle vostre figlie che vorrei parlare" (io però parlerei volentieri della mia, anche solo un pochino).
Trovarsi coinvolta, come già sapevi che sarebbe successo - in una penosa situazione di classe, in cui fra i 29 componenti dell'allegra comitiva si trova un ragazzino che definire problematico (per sé e per gli altri) denota una grave problema di sottovalutazione della realtà.
Cercare di capire cosa si può fare, sia per lui che per gli altri, visto che stiamo a tre mesi scarsi dagli esami e saranno pure solo esami di terza media, ma per i ragazzini sono importanti.
Ascoltarsi pronunciare frasi un po' politicamente scorrette, del tipo: sono molto felice che stiate cercando di non perdere del tutto il ragazzino, ma sarei anche più felice di sentire cosa state facendo per gli altri che vorrebbero andare a scuola serenamente.
Avere di fronte un'insegnante (che stimo molto) in profonda crisi personale, desiderosa di conferme sul proprio operato, più volte sul punto di commuoversi parlando dei ragazzi e dell'insegnamento, così bisognosa di un punto d'appoggio da passare senza rendersi conto dal Lei al Tu con noi mamme.
Decidere che detesti profondamente un gruppetto di genitori, che peraltro avevi già catalogato da prima, definiti con una smorfia dalla prof "famiglie bene", che appoggiano senza problemi i loro maleducatissimi figli.
Uscire dalla scuola un po' frastornata e pensierosa, sentendoti come se avessi dimenticato di fare qualcosa.
In effetti sì, hai dimenticato di chiedere di tua figlia, anche se solo per cinque minuti e anche se in presenza dell'altra mamma.
Ora lei è seduta davanti a te in ufficio, sgranocchia il suo toast in attesa di andare a ginnastica e ti sta chiedendo come sia andato il colloquio, pensando che tu stia scrivendo una lunga mail di lavoro mentre invece stai finendo di scrivere il post.
Adesso mi concentro e penso cosa dirle...

martedì 14 marzo 2017

Il tarlo del dubbio

Sono sempre stata una mamma molto presente, forse pure troppo.
probabilmente avrei fatto bene a lasciare un po' più di autonomia alle ragazze anche quando avevano un'età che a mio parere non si conciliava troppo con l'autonomia.
Forse sarebbe stato più giusto vigilare attentamente ma un po' più da lontano, lasciando che provassero a scegliere, magari a sbagliare, magari ad assumersi qualche piccola responsabilità su decisioni ed eventuali (limitati) sbagli.
Invece, con la mia ansia di controllo, le ho sempre marcate molto da vicino, per paura che mi sfuggisse qualcosa di importante e che poi fosse troppo tardi.
Nello stesso modo in cui mi chiedo se ho fatto bene oppure no a comportarmi così, mi chiedo anche se, per caso, io sia stata una madre troppo severa. Oppure se, al contrario, non lo sia stata abbastanza. 
Mi capita di essere severa su cose che poi, se ci ripenso, magari non sono così importanti; mi capita di sorvolare su piccoli episodi che mi sembrano veniali e che, invece, scopro essere considerati "gravi" da altre colleghe mamme.
Chiaro che ognuno di noi ha una percezione diversa di cosa sia tollerabile e cosa no, ma certe volte queste differenze mi destabilizzano e mi fanno temere di non aver azzeccato l'atteggiamento da tenere.
Perché quando si ha il tarlo del dubbio infilato nel DNA, difficilmente si riesce ad eliminarlo.
Ultimamente, mi rendo conto, sto un po' allentando le redini.
Non so se per stanchezza, se per lasciare loro modo di allenare la loro autonomia e di prendersi qualche famosa piccola responsabilità, se per la sempre maggiore fatica di conciliare vita da mamma e vita professionale (sembra assurdo... faccio più fatica ora di quando erano piccole)
Spero solo che loro non colgano appieno questo mio disorientamento, che non lo interpretino come un'incapacità di continuare a mantenere saldamente il timone o - peggio ancora- come una sorta di disinteresse nei loro confronti.
E' solo che, mi rendo conto, il tarlo cresce insieme a loro e qualche volta è proprio difficile da gestire.


martedì 7 marzo 2017

Passaggi

Va bene, anche se mi sembra impossibile ci siamo.
Dopo oltre 16 anni di super onorato servizio, oggi mi dovrò congedare dalla Dottoressa A.
A come angelo, per quanto riguarda me, mamma iper ansiosa che neppure il tempo ha saputo guarire.
Oggi porto Alice, ormai prossima al traguardo dei 14 anni, per un ultimo tagliando... poi si passerà senza appello dalla pediatra alla dottoressa "dei grandi".
Non che non sia il momento, ci mancherebbe; e per fortuna abbiamo un'ottima dottoressa anche per il futuro. Ma tant'è.
Già so cosa farò tra un'ora: scruterò Lei per tutto il tempo, per assorbire al massimo lo sguardo che solo Lei sa riservare ai suoi piccoli (e meno piccoli) pazienti, l'attenzione totale che dedica loro mentre li visita, la sua capacità di porgere domande in modo quasi casuale eppure sempre pertinente, tanto per capire a che punto di cottura sono arrivati.
A me ha dedicato pazienza, comprensione e capacità di ascolto in momenti difficili, andando ben oltre il suo dovere di medico, ha minimizzato le mie inquietudini senza sottovalutarle o farmi sentire inadeguata, ha dato suggerimenti delicati e quasi sussurrati, come se avesse paura di interferire in aspetti che non dovevano riguardarla.... e per fortuna che lo ha fatto.
E' a lei che penso quando cerco di individuare qualcuno che ha avuto la capacità e la fortuna di indovinare il proprio lavoro.
E per questo confesso che, in più di un'occasione, è stata oggetto della mia massima invidia.

venerdì 3 marzo 2017

Piccole scoperte

Ogni tanto, purtroppo, mi capita di avere periodi in cui con i libri non ne azzecco una.
Confesso di fare ogni tanto acquisti compulsivi, basati  più sull'intuizione di un momento che su una scelta ragionata.
Qualche volta funziona, qualche volta no.
Questa volta ha funzionato, e ho scoperto uno scrittore che - certamente per mia ignoranza - non conoscevo.
in un attimo di folgorazione ho comprato questo libro



l'ho letto tutto di un fiato, come sospesa in un attimo senza tempo.
Appena finito, ho comprato questo


Fa parte della "Trilogia della Pianura" ed è primo volume in ordine di scrittura, anche se la casa editrice NNE lo pubblica come secondo (le indicazioni su questo punto sono un po' fumose, ma ho appurato che l'ordine è quello corretto, anche se ho letto che i tre volumi si potrebbero tranquillamente leggere nell'ordine che si preferisce).
Sono ipnotizzata, Kent Haruf scrive con una delicatezza di sentimenti ed al tempo stesso una nitidezza di immagini che mi fanno pensare ad un quadro di Hopper.
Non so che dire, mi dispiace solo che lo scrittore sia scomparso e che, finita la trilogia, non potrà regalarci nient'altro.



mercoledì 18 gennaio 2017

Hygge

Parola impronunciabile e dal suono in sé non gradevole, nasconde un promettente significato.

In pratica, indica la filosofia danese del "vivere bene", inteso come vita confortevole, "calda", piacevole e coccolosa.

Ecco, soprattutto coccolosa. Una sorta di terapia casalinga a suon di candele, tazze di tè fumante e profumato, libri, copertine sul divano o serate casalinghe con amici del cuore.

Mi piace. Tanto che mi sono comprata il bravo manualetto dell'aspirante danese. eccolo qui


Immagine da Amazon
Scorro le pagine, guardo le immagini e di colpo mi sembra di essere proiettata nella casetta che abbiamo affittato a Copenhagen l'estate scorsa: intima, accogliente, sui toni del greige, piena di cuscini, candele e copertine da lettura, con immenso tavolo di legno grezzo in cucina e luci soffuse.
Ci eravamo sentite subito a casa... ora so perché.
Le ragazze, che da sempre sono più avanti di me, già da un po' hanno inconsapevolmente recepito
questa filosofia: amano circondarsi di candele mentre studiano (speriamo bene...), bevono tazze di tè sotto le loro copertine con gli unicorni, accendono lucine da tutte le parti.

Vi lascio con alcune immagini da Pinterest a tema Hygge, così.. per rendere meglio l'idea.






Ora non mi dispiacerebbe essere a casa... invece ho solo finito una piccola pausa pomeridiana in ufficio.
Tutto questo non è poi così hygge...


martedì 10 gennaio 2017

Ti piace quello che vedi?

Con questa domanda mi saluta soavemente il mio pc quando lo accendo ogni mattina, nonché ogni volta che finisce in stand by e gli ridò la spintarella per ricominciare.

Gentile a chiederlo, mi pare; anche se una volta gli ho detto di no e lui ha continuato imperterrito a ripropormi la stessa immagine almeno per un paio di giorni.

Ora che ci penso, su questo non è molto diverso da me.

Anch'io mi pongo la stessa gentile domanda ogni mattina quando accendo la luce dello specchio in bagno e mi lancio la prima furtiva occhiata della giornata. Difficile rispondere di sì in quel momento, come potrete ben capire. ma confesso che faccio fatica a dire di sì anche nello ore successive della giornata, e non solo per ragioni estetiche, eppure ogni volta che guardo, qualunque risposta mi sia data la volta precedente, continuo a vedere la stessa immagine.

Duretta di comprendonio... ancora più del pc, povera anima.

D'altra parte, mi pare che quello del "piacere" - a se stessi o agli altri -sia un problema piuttosto diffuso ultimamente, seguito a ruota (o forse affiancato, o forse piuttosto preceduto), da quello del "sii felice".
E' facile rendersene conto; basta chiacchierare con chiunque qua e là, scorrere pigramente qualche post di blog in giro per la rete, o leggere qualche articolo di giornale più o meno femminile: perché - comunque - la netta sensazione è che si tratti di una problematica squisitamente femminile... come quasi tutte le problematiche degne di questo nome.

E quindi? smettere di farsi domande? smettere di cercare risposte? inventarsi trucchi più o meno zen per farsi passare le paturnie?
Che poi: le nostre mamme e le nostre nonne si sono mai poste tutte queste  domande? A me pare di no: andavano (e tuttora vanno) dritte per la loro strada, con traguardi molto concreti da raggiungere, di solito guadagnati senza troppe lagne e con molti sacrifici.
Era giusto prima o è giusto adesso? O forse è la stessa cosa, solo che le loro domande non venivano mai poste ad alta voce, così da non turbare le orecchie e le coscienze degli altri?

Ho tutto l'anno per meditare. O forse no, ho tutto l'anno per raggiungere traguardi.
Buon 2017.