giovedì 10 novembre 2016

E' morta la regina, viva la regina

Va bene che il mondo ha fretta, va bene che si deve pur sopravvivere e che la speranza di arrivare presto ad un futuro che ora sembra lontano ed incerto aiuta parecchio.

Caspita: Hillary non ha ancora trovato la strada di casa, e già si inneggia a Michelle candidata per il 2020.
Sempre più difficile Signore e Signori: se fino a ieri si coltivava il sogno della prima donna Presidente USA, ora si salta arditamente e direttamente alla prima donna nera Presidente USA.
Ottimo, perché no? Vediamo cosa succederà.

Intanto le mie ragazze già lanciano sguardi affascinati e sognanti di fronte a questa possibilità (si sa, a 13 15 anni il girl power vince facile), commentano come tutti i recenti avvenimenti e discutono animatamente del nuovo inquilino della Casa Bianca su gruppi di classe sino a ieri destinati quasi esclusivamente a scambio compiti, improperi contro insegnanti e organizzazione uscite collettive.

In compenso, di fronte alla mia osservazione su "chissà cosa succederà da noi il 4 dicembre" mi sono sentita chiedere: "perché? cosa dovrebbe succedere il 4 dicembre?".
Crollo improvviso del mio materno orgoglio circa l'interesse delle figliole per le vicende serie.
Risposta delle adolescenti dopo mia sommaria spiegazione: ah quello. si abbiamo sentito; ma la politica italiana è troppo noiosa... vuoi mettere con la Brexit o con le elezioni americane?
E mi chiedo: mea culpa? (certamente un po' sì, affrontare certi argomenti mi provoca una certa nausea); colpa della globalizzazione, per cui ti sembra che sia "roba di casa tua" anche quello che accade tanto lontano? colpa della solita erba del vicino?
Non so. Fatto sta che, talvolta, effettivamente, ho anche io la sensazione che certi avvenimenti lontani possano avere sulla nostra vita più influenza di quelli vicini. E non è proprio un bel pensiero.

Nessun commento:

Posta un commento