lunedì 21 novembre 2016

Autocritica

 Ho riflettuto tanto, forse troppo, e forse ho capito perché con te mi capita di avere reazioni tanto ingiustificate e ingiuste.
Perché tu sei tutto quello che io non riesco ad essere, pur desiderandolo.
Perché sei gioiosa e solare, affettuosa e leggera, indulgente e comprensiva. Perché nella vita insegui dichiaratamente e ostinatamente la felicità, e lo dici senza timori, avendo già capito che tutto il resto è relativo.
Perché non hai paura di dirmi che forse sei "diversa da come ti vorrei", ma che tu sei così e non sai come fare per cambiare; ma non sai che non devi cambiare, perché non sei sbagliata in nulla e perché- soprattutto- non devi cambiare per compiacere me.
Perché non capisco come tu possa essere al tempo stesso parte di me e così diversa da me, nel bene e nel male; e quello che non capisco e non controllo di solito mi fa un po' paura.
Perchè le tue priorità non sono necessariamente le mie, i tuoi interessi non sono necessariamente i miei, ma questo non vuol dire che non vadano bene e non abbiano un loro pregio, anzi.

Per tutto questo, Alice, mi dispiace. Mi dispiace davvero per tutte le volte in cui ti rimprovero troppo severamente senza  ragioni che possano davvero definirsi tali.
Tu mi stai solo mostrando quello che io vorrei essere capace di essere e di fare senza tutte le barriere che mi sono costruita intorno.
Mi stai solo mostrando, con forza, la parte di me che da qualche parte deve pur esserci.
Non smettere, per favore; la mamma è un po' tarda e ha bisogno di tempo.
Ci ho messo tredici anni per capire qualcosa; ora vediamo quanto tempo mi basterà per dimenticarmene e per dover cominciare tutto da capo.

martedì 15 novembre 2016

De Ikea



Ecco, questo (o forse, più probabilmente, questa) è Alex, lo/la svedese con cui ho passato buona parte del mio week end.
Mi considero una veterana del montaggio mobili Ikea, di ogni specie, genere e dimensione.
Ma francamente stavolta ho scelto la peggio scrivania disponibile; forse che sono stanchissima e deconcentrata, forse che essere svegli di giorno se non si dorme di notte è più di un miracolo, fatto sta che l'ho montata e smontata un tot di volte prima di arrivare ad un risultato sensato.
Quindi, state all'occhio se vi viene in mente di portarvi a casa Alex, dall'aspetto ingannevolmente semplice e innocuo. Tra l'altro pesa un quintale e mezzo.
A parte questo, nel corso della fatica mi è venuta in soccorso Alice, con aria un po' di commiserazione ma con molta pazienza e una certa abilità.
Intanto che lei studiava il 30-passaggi-30 di cui si compone il fascicolo di istruzioni, pensavo a quello che ho letto non molto tempo fa, circa l'ora di empatia che si tiene nelle scuole danesi.
I bambini si raccontano i loro problemi e poi cucinano tutti insieme una torta al cioccolato, per sentirsi più uniti e solidali.
Ecco, pensavo che anche un'oretta settimanale di montaggio IKEA in team potrebbe funzionare bene come ora di empatia.
Insegnerebbe a risolvere problemi concreti, costringerebbe i fanciulli ad utilizzare logica e capacità di osservazione, e li renderebbe giustamente orgogliosi del risultato raggiunto insieme.
Magari conquisterebbero capacità spendibili anche a casa, in soccorso degli ormai stanchi genitori.
In uno slancio di vero ottimismo, mi vien da dire che per i più grandi potrebbe anche valere come alternanza scuola lavoro, così eviterebbero di vedersi proporre ore di pulitura gabbie al gattile, con tutto il rispetto per gatti e volontari.
Ma forse questo è davvero un ottimismo eccessivo ed ingiustificato.


venerdì 11 novembre 2016

Un po' di coccole

Il fine settimana si annuncia incerto e con temperature ormai decisamente al ribasso.
Ho voglia e bisogno di riposo, di tepore e angoli confortevoli, di (tante..) cose da fare in casa, dove già le mie irrequiete coinquiline parlano di Natale, decorazioni e regali.

A queste cose penso che mi dedicherò nei prossimi due giorni, spero senza fretta, assaporando i momenti.
Con una breve parentesi domenica, per un pranzo in famiglia. Il mio papà compie 86 anni, e va festeggiato con tutta la tribù presente.

Vi lascio con un suggerimento, se già non lo conoscete e se ne avrete voglia.
Questo sito/blog (devo ancora capire) è una vera coccola: The Little Library Cafe unisce in modo incredibilmente aggraziato due mondi affascinanti, cucina e letteratura, abbinando ogni ricetta ad un'opera letteraria.
Ha meravigliose foto e ricette tentatrici; e adoro gli abbinamenti.
Buon fine settimana a tutti.

giovedì 10 novembre 2016

E' morta la regina, viva la regina

Va bene che il mondo ha fretta, va bene che si deve pur sopravvivere e che la speranza di arrivare presto ad un futuro che ora sembra lontano ed incerto aiuta parecchio.

Caspita: Hillary non ha ancora trovato la strada di casa, e già si inneggia a Michelle candidata per il 2020.
Sempre più difficile Signore e Signori: se fino a ieri si coltivava il sogno della prima donna Presidente USA, ora si salta arditamente e direttamente alla prima donna nera Presidente USA.
Ottimo, perché no? Vediamo cosa succederà.

Intanto le mie ragazze già lanciano sguardi affascinati e sognanti di fronte a questa possibilità (si sa, a 13 15 anni il girl power vince facile), commentano come tutti i recenti avvenimenti e discutono animatamente del nuovo inquilino della Casa Bianca su gruppi di classe sino a ieri destinati quasi esclusivamente a scambio compiti, improperi contro insegnanti e organizzazione uscite collettive.

In compenso, di fronte alla mia osservazione su "chissà cosa succederà da noi il 4 dicembre" mi sono sentita chiedere: "perché? cosa dovrebbe succedere il 4 dicembre?".
Crollo improvviso del mio materno orgoglio circa l'interesse delle figliole per le vicende serie.
Risposta delle adolescenti dopo mia sommaria spiegazione: ah quello. si abbiamo sentito; ma la politica italiana è troppo noiosa... vuoi mettere con la Brexit o con le elezioni americane?
E mi chiedo: mea culpa? (certamente un po' sì, affrontare certi argomenti mi provoca una certa nausea); colpa della globalizzazione, per cui ti sembra che sia "roba di casa tua" anche quello che accade tanto lontano? colpa della solita erba del vicino?
Non so. Fatto sta che, talvolta, effettivamente, ho anche io la sensazione che certi avvenimenti lontani possano avere sulla nostra vita più influenza di quelli vicini. E non è proprio un bel pensiero.