venerdì 31 ottobre 2014

Chi siamo

Non voi.. non io.
Chi siamo, in generale.
E poi: chi siamo , non come ci vedono gli altri.
Non fatemi internare per favore...
Questo post è confuso e pure un po' difficile da scrivere, almeno per me.
 Sto cercando di sbrogliare i fili di una (in realtà di più di una) conversazione avuta con una cara amica, in tempi recenti ma anche meno recenti.
Qualcuno direbbe: siamo ciò che mangiamo.
Lei dice (se non ho capito male, il che può benissimo essere): siamo ciò che facciamo e  siamo ciò che gli altri percepiscono, per come lo percepiscono.
Io dico: siamo ciò che siamo stati e che continuiamo ad essere ogni giorno.
Su questo proprio pare che non ci intendiamo.
Forse sono sottigliezze senza importanza, ma - a mio parere- ci dividono l'utilizzo di due verbi diversi (fare ed essere) e la messa a fuoco di noi stessi dall'esterno piuttosto che dall'interno.
A ben guardare, non sono proprio sottigliezze.
Perché dobbiamo lasciare che siano gli altri ad attribuirci un ruolo, una personalità, un posto nel mondo, ma - soprattutto - a decidere se siamo meritevoli di considerazione oppure no?
Perché dobbiamo sentirci costantemente soppesati, valutati, criticati in base a parametri e valori che nella maggior parte dei casi non ci appartengono?
Ho fatto un enorme lavoro su me stessa in quest'ultimo anno... faticoso, per certi versi anche piuttosto penoso. Ho avuto bisogno di aiuto in questo percorso, e non ne sono stata né felice né fiera,  ma credo che a qualcosa sia servito.
D'altra parte, nulla si ottiene senza fatica, nemmeno da noi stessi.
In ordine sparso, sono arrivata a convincermi che:
Io sono il prodotto dei miei 46 anni di vita, nel bene e nel male, in conseguenza di azioni e decisioni tanto giuste quanto sbagliate, o magari giuste in un quel momento ma rivelatesi  catastroficamente sbagliate nel prosieguo.
Io soltanto conosco, soppeso ed apprezzo il peso, la difficoltà, la bellezza o la gioia di quello che ho fatto. Se qualcosa non ho fatto, forse la semplice verità è che non ne sono stata capace, senza troppi giri e senza per forza invocare scherzi del destino o malvagità altrui.
Ma ciò non toglie che io sia ugualmente io, con tutti i miei difetti ed i miei pregi, e che né difetti né pregi avrebbero potuto essere più grandi o più piccoli per effetto di ciò che comunque non è stato.
Oltre a questo: è così necessario che la concezione di noi stessi dipenda da quella che di noi hanno gli altri? In base a cosa l'immagine che gli altri hanno di noi, in base ai loro criteri, deve essere per forza quella giusta? 
Sottolineo con una certa forza l'uso della parola "immagine", perché per tanti sembra essere ancora la cosa più importante.
Un po' come un bel voto preso a scuola, senza tanto considerare quale e quanto lavoro ci sta dietro.. basta che il voto sia bello.
Invece forse no
Guardarsi dall'interno è molto più importante che guardarsi (o essere guardati) dall'esterno; io soltanto sono il mio giudice, a costo di apparire altezzosa o arrogante.
Se sono a posto con la mia coscienza e con i miei criteri di autovalutazione (che, peraltro, sono caratterizzati da una certa rigidità) allora non credo di dovermi preoccupare di ciò che gli altri possano pensare.
Spostare lo sguardo dagli altri a me stessa, da come posso essere percepita a come mi percepisco, mi ha enormemente aiutato.
Una frase, fra quelle che mi hanno aiutato in questi mesi, spero di riuscire a ricordare e conservare come un tesoro: ognuno di noi nasce e vive con una valigia di strumenti che lo accompagna lungo il cammino; il contenuto di questa valigia si affina col tempo e con l'esperienza, oltre che grazie alle nostre naturali doti o capacità. Sta a noi arrivare a capire quale strumento sia meglio utilizzare nei diversi momenti della nostra vita, cercando bene nella valigia e, possibilmente, scegliendo quello più adatto al caso.
E fregandocene tranquillamente del voto che ci danno gli altri senza neppure sapere quanto e come abbiamo studiato.
Finito... ora potete internarmi.

martedì 21 ottobre 2014

Smalto, rossetto... e basta

 
 
Come previsto, il pollice verde è durato ben poco.
Torno quindi a più collaudate passioni, che meglio si conciliano con il mio temperamento  impaziente ed incostante.
Rimane la soddisfazione di aver avuto il balcone colorato ed allietato per diversi giorni da meravigliosi fiori di zucca, che non ho avuto il coraggio di cogliere e  mangiare quando era il momento e quindi li ho lasciati appassire.
In compenso, un esercito (o branco? secondo me era proprio un branco...) di cavolaie ha depositato tonnellate di uova sui miei cavoletti di Bruxelles: pochi giorni dopo, le loro fameliche larve se ne sono abbondantemente nutrite, lasciandomi solo foglie sbrindellate.
Siccome voglio coltivazioni biologiche (ehm... o meglio: lo sbattimento di andare a cercare un insetticida non fa per me né per il mio pollice verde pallido), ho permesso che continuassero a banchettare fino a diventare meravigliose farfalle... che andranno a devastare le coltivazioni di qualcun altro.
Ci riprovo con più semplici erbe aromatiche, ma anche qualche alberello di piccoli frutti: ribes nero, mirtilli e more.
Hai visto mai...
Smalto, aspettami: sto arrivando.

domenica 19 ottobre 2014

Anarchia

Sul mio balcone... Almeno tre stagioni nel raggio di due metri






Quanto alla piena estate, fidatevi... Sono sul balcone in maniche corte.


Buona domenica a tutti 

lunedì 13 ottobre 2014

Se God esiste

"Se God esiste, quest’anno l’ha ascoltato: gli ha concesso 28 students di prima proprio nice: educati, attenti, desiderosi di apprendere, divertenti senza eccesso…insomma una classettina di quelle che non ti capitano spesso in un decennio. (...) F. è stato fortunato, quest’anno, ad avere bravi bimbi di prima."
 
Se God esiste, allora ha ascoltato anche i genitori di questi nice students di prima, come li chiama F..
Loro sono i ragazzini della prima liceo di Elisa, così come descritti  da F., il loro incredibile insegnante di inglese, nell'ultimo post del suo blog.
Già, autore di un blog che viene letto con uguale gusto e curiosità da studenti e genitori, già tutti travolti dalla sua verve ad appena un mese dall'inizio della scuola,
Ecco, in un momento in cui la situazione scolastica pare attraversare la notte del Titanic, lui brilla: per esperienza, capacità, cultura e - soprattutto- incredibile passione.
Non importa se la sua costante minaccia, spesso seguita dai fatti, è "adesso vi picchio un 2": i ragazzini - che tutto sono tranne che stupidi- da lui accettano senza protestare anche il 2 che dato da un altro solleverebbe un maremoto di proteste e di insulti.
Trovare insegnanti come lui è come trovare un ago nel pagliaio, ma qualche volta succede; era successo anche a me e non l'ho mai dimenticato.
Qualche volta mi chiedo ancora se la scelta scolastica di Elisa sia stata nel complesso veramente indovinata per lei: io l'avrei vista meglio altrove, se questo piccolo borgo avesse fornito una soddisfacente alternativa.
Ma alla fine, credo che F. - tenacemente scelto da tutti i suoi students -  rappresenti da solo l'alternativa più soddisfacente che si possa avere: passione e originalità contro nozionismo.
Mi basta vedere come brillano di orgoglio e soddisfazione gli occhi di Elisa quando ne parla.
Un bel regalo per i suoi bravi bimbi e per i loro genitori.
 

giovedì 9 ottobre 2014

Cambio armadi

Non quello di casa mia... lui ahimè langue ancora, nonostante il clima sia ormai cambiato.
Presto troverò la voglia di togliere sandali e canottierine da scarpiere ed armadi, a pro di qualcosa di più utile.
Per ora mi limito ad un timido tentativo di restyling del blog e ad un meno timido "cambio armadi" nell'elenco di blog da consultare.
Non mi piace tenere in vista blog che non vengono aggiornati da mesi... tranne UNO, che spero torni presto: VERO  STE ?
Quanto agli altri, ho inserito alcune nuove conoscenze che spero diano anche a voi quanto a me la soddisfazione ed il piacere di leggerli.
In ordine sparso..
TasteofRunaway scovato per caso su una rivista: un gioiello di grafica ed una miniera di spunti, mi piace davvero tanto
Tre blog  di cucina, scelti per varie ragioni:
chic,chic, chocolat... , un nome, un proclama, una gioia per occhi e palato.
That's amore , davvero delizioso, l'autrice è italiana e il blog è in versione bilingue.. a voi la scelta.
Labna, originalissimo blog di cucina ebraica, un terreno super-affascinante che mi intriga da sempre.
Infine, ma non ultimo
Manger, un po' di cucina, un po' di fotografia ed un po' di lifestyle, in uno stile che più-francese-di-così-si-muore ma magari fossero tutti così.
Buona lettura, e buon cambio armadi (quello vero) a me e a tutti quelli che ancora lo devono affrontare

martedì 7 ottobre 2014

Piccole cose... del resto, siamo qui per questo




Incombe l'autunno sui tavolini del piccolo caffè delle mamme.
Presto questo spazio aperto dovrà arrendersi al freddo, all'umido ed alla vetrata che viene rimontata ogni anno in questo periodo e che basta appena a riparare i soliti irriducibili dai rigori e dalla pioggia d'inverno.
 
Peccato, ma noi mamme restiamo fra gli  irriducibili, anche chiuse nell'acquario.
Stamattina abbiamo indugiato in chiacchiere un po' più del solito, quanto basta per farmi trovare aperta, sul cammino per l'ufficio, la piccola libreria che mi piace tanto.
Il nostro piccolo borgo può contare tre o quattro librerie degne di questo nome (una vergogna, considerando che sfioriamo i 50.000 abitanti... lasciamo stare), ma questa è la mia preferita. Ha il nome e il calore del sole, un'accoglienza discreta e amichevole, ed un buon numero di libri assolutamente non banali e meno commerciali di quelli delle mega librerie.
La giornata grigia mi ha indotto a cercare conforto prima di affrontare gli ectoplasmi del lavoro.
Ne sono uscita a malincuore, ma soddisfatta, stringendo un piccolo talismano dalla copertina rasserenante ed un libretto di cucina appartenente ad una serie che mi piace molto.
 
Arrivata in ufficio, ho trovato ad attendermi un altro libro, questa volta ordinato on line
 
 

 
Foto e ricette da sogno... come sempre.
La giornata è grigia,  piovosa e freddina, ma le piccole cose riscaldano.