lunedì 31 marzo 2014

All'indietro, come un gambero

Le pause pranzo solitarie in ufficio sono decisamente noiose, quindi tanto vale riempirle con qualcosa.
Oggi, non so perché, mi è venuto in mente di rileggere tutti i post del blog.
L'ho fatto andando a ritroso, come un gambero, da più recente al più vecchio.
E più andavo indietro, meno mi ricordavo di aver scritto certe cose; meno mi ricordavo di averle scritte, più mi stupivo nel constatare che alla fine - in ormai quasi tre anni di blog - le mie inquietudini, le mie insoddisfazioni ed i miei crucci sono rimasti praticamente gli stessi.
Non è una grande constatazione, mi pare piuttosto deprimente.
Mi chiedo come al solito se avrei potuto fare di più, io che di solito non lascio troppo andare le cose senza prendere iniziative.
Ma non è sempre così semplice...
Mi è piaciuto rileggere i commenti,  rivedere le nuove "amiche" man mano che si presentavano in questo piccolo blog  nato per gioco fra tre amiche  in carne ed ossa, che non avevano certo bisogno di scriversi per comunicare, ma tant'è... qualche volta è più facile e divertente così.
Ecco, tutto sommato di questa mia piccola creatura sono soddisfatta.. è una delle poche cose per le quali non sto a chiedermi se avrei potuto fare meglio o di più.
E' così e basta, perché così sono io.

giovedì 27 marzo 2014

La regina del selfie e non solo

Beh... Ma tutta 'sta gente cosa crede di aver inventato?
Da mo' che si fanno i selfies, e la vera regina ce l'ho io.
Non se ne può più... Appena ti giri, Alice acchiappa a caso macchina fotografica, telefono o Ipad ed inizia a immortalarsi, nelle più svariate pose.
Abbiamo avuto la fase languida, quella ammiccante (subito stroncata da una madre un po' bacchettona), quella horror e quella comica.
Non solo...  Sfigura le foto con effetti speciali di ogni genere e le mostra tutta fiera agli inorriditi parenti: va per la maggiore la trasformazione in E.T., o quella in cui il viso si accartoccia in forme futuriste, come una candela che si sta sciogliendo.
Essendo una bambina fondamentalmente generosa, non si limita a concentrare tutte le attenzioni su di sé: tormenta con pari dedizione tutta la famiglia, con interviste improvvisate o riprese fatte di nascosto e poi montate in filmati corredati da musica.
Spopolano i filmati con le amiche o con il gatto della nonna, nonché le foto in bianco e nero (perché così fa più vecchio...) con il nonno, incorniciate da cuori...
L'unico selfie presentabile è quello con cui ha omaggiato i recenti buchi alle orecchie, finalmente ottenuti dopo anni di sfinimento.



 
Speriamo di passare presto ad una prossima mania... ma per le foto ha proprio talento e passione, temo che toccherà sopportare.
 

lunedì 24 marzo 2014

... ed ora, se permettete, anche il mio albero



http://www.pollicegreen.com/acero-da-zucchero/10502/


Gelosa per la magnolia che mia figlia si è accaparrata, ho deciso di rivendicare un alberello pure io… non sapendo bene che pesci prendere, sono andata a vedere cosa prevede per me l'oroscopo celtico.
Io, che non credo a niente, secondo i simpatici Celti sono un acero.
Caspita! per una volta mi trovo ad essere (quasi) d'accordo con un oroscopo:

Acero

I nati dell'Acero sono ottimisti e in perenne movimento.
Amanti dei viaggi in terre lontane, difficilmente riescono ad adattarsi a una vita sedentaria.
Alle compagnie numerose preferiscono la frequentazione di pochi amici fidati con cui condividere le proprie esperienze.
Gli Aceri necessitano di un partner che sappia assecondare la loro esigenza di libertà e di movimento. In cambio assicureranno emozioni irripetibili.
Segni celtici affini: Melo e Cedro.
Erbe aromatiche per loro particolarmente benefiche: Rosmarino e Timo.
In effetti mi ci ritrovo abbastanza, soprattutto per il perenne movimento, l'avversità per una vita sedentaria, le amicizie selezionate, il bisogno di libertà e di spazi miei, una grande passione per le piante aromatiche in genere e per il timo in particolare..
Confesso di avere anche un debole per lo sciroppo d'acero sui pancakes, ma dubito che questo conti.
Mi astengo dal commentare l'ottimismo... si sa, i Celti sono una popolazione generosa!
Per ovvie ragioni e per inguaribile timidezza eviterò anche di commentare le emozioni irripetibili, che comunque non spetta a me valutare.
Per la cronaca, le ragazze risultano essere Melo (Elisa) e Tiglio (Alice): direi parzialmente calzante anche per loro.

 

martedì 18 marzo 2014

L'albero di Alice



Da quando, circa tre anni fa, abbiamo cambiato casa e riusciamo finalmente andare a scuola a piedi (quando lo zaino da sherpa nepalese /borsa piscina/ libri per compiti di elisa da recapitare alla nonna lo consentono) lui è il nostro punto di riferimento per lo scorrere delle stagioni.
E' un semplice arbusto di magnolia, come ce ne sono molti, ma Alice se ne è subito invaghita e scruta con attenzione ed impazienza ogni segno di primavera che da esso riesca a trapelare.
Per quest'anno la sua attesa è finita: da alcuni giorni lui è nel pieno della fioritura , che purtroppo dura sempre troppo poco.
Pazienza. 
La vera primavera dovrebbe essere nel cuore, ma è così difficile ... 
Mi auguro che almeno lei riesca ad averla e conservarla, dall'alto dei suoi 11 anni domani.




venerdì 14 marzo 2014

Il mio faro nella notte

Lei e solo lei è il mio faro nella notte (ma qualche volta, in effetti anche "la Asia", per i pochi privilegiati che sanno chi è, ma questa è un'altra storia).
Non ho resistito, l'ho comprato subito e l'ho fagocitato.
"Dire, fare, baciare-istruzioni per ragazze alla conquista dell'universo"  ti solleva, ti fa sorridere, ridere, ricordare  (anch'io avevo un amico che si chiamava Pietro detto "il sandino"! incredibile!) e pure - qua e là- riflettere.
Come qui:

"Scegliere è un atto eroico, da grandi, che richiede determinazione e coraggio. Le bambine sognano, le donne scelgono. Sceglie meglio chi, prima, si è concesso tanto tempo per sognare.
Ogni scelta, tuttavia, è anche un passo verso la vita, è un atto di fiducia verso il futuro, è l'inizio di un nuovo cammino. E' un prezioso privilegio che ci renderà più grandi, più consapevoli, forse migliori.
Perché crescere è un cammino virtuoso, non una discesa nel pozzo". (Pag. 36)

Io mi sono sempre concessa pochissimo tempo per sognare. Mi sembrava, e talora mi sembra ancora, una perdita di tempo.
A cosa serve sognare se non a farti perdere di vista quello che ti circonda?- mi chiedevo da ragazzina, sentendomi anche parecchio intelligente.
E invece ero proprio cretina. Non solo perchè tutto (o quasi tutto) quello che non si fa prima si finisce inevitabilmente per farlo dopo, ma anche perché - come logica insegna - chi sogna vola, e chi vola vede il mondo dall'alto: posizione privilegiata e meravigliosa, che consente un ampio sguardo di insieme fino all'orizzonte, anziché fino alla spalla di chi ti cammina di fianco.

Bene. Allora questo libro che ho divorato in pausa pranzo questa sera andrà a lei, la mia ragazza alla conquista del mondo.
Non tanto perché conquisti il mondo, o per fornirle delle istruzioni (a lei che si lamenta sempre del fatto che la vita ne sia sprovvista), ma per farla ridere e pensare, per parlare magari di di cose di cui con lei un po' mi vergogno a parlare, per spingerla a sognare più che può, senza perdere di vista la terra sotto di lei.
E perché magari, almeno lei, si ricorderà che l'ironia è la qualità che in tante occasioni ti salva la vita.

martedì 11 marzo 2014

Sognare non fa mai male, o forse sì

Qualche tempo fa - non ricordo esattamente quando-  su uno dei blog francesi che seguo - non ricordo esattamente quale - (lo so, non è un bel segno) compare la foto del Bel Castello Marcondirondirondello che vedete qui sotto



 
Inutile dire che mando immediatamente il link alla mia compagna di merende NHT-ora-finalmente-Flo ed iniziamo a farneticare su dove sia e cosa fare.

Si scopre poi che il castello si trova a Vernon, luogo meraviglioso, e corrisponde all'annuncio di vendita di cui al seguente link 
Vista la  -ehm- ragguardevole cifra indicata, le farneticazioni terminano piuttosto in fretta; come la volpe con l'uva, cerco di consolarmi dicendo che tanto io isolata non saprei vivere (e questo è vero) neppure nel suddetto bel castello, che dopo due giorni passati completamente insonne e nel panico più totale sarei costretta a tornare indietro etc...
Balle.
Visto ed assodato che a tutto ci si abitua, persino al peggio, perché non abituarsi al meglio?
Quindi... siccome l'agognato maniero pare sia ancora in vendita (strano, vero?) domando ufficialmente a chiunque avesse 3 milioncini di Euro da buttare via (pardon... da investire ...) di farsi avanti!
Pausa sogno finita... torno al lavoro.
 
 

venerdì 7 marzo 2014

Virginia, la primavera e l'adolescenza


La primavera, si sa, quando arriva arriva, senza nessun preavviso , e ti travolge con calore, profumi e colori.
In questi casi, sembra carino persino il mini parcheggio sotto casa, dotato di due aiuole e quattro alberi spelacchiati.
In ogni caso, tanto basta per aver voglia di aria aperta, sole e libertà.




Tutto questo non è ovviamente sfuggito a Virginia, la giga-cavalletta di otto centimetri buoni (salute, Virginia) che ha abitato il gelsomino sul nostro balcone dallo scorso ottobre.


Buona buona,  ha passato l'inverno a rintanarsi fra i rami di notte e ad uscire allo scoperto di giorno, con una breve incursione natalizia in casa... Incursione ovviamente stroncata sul nascere perché, pure se si tratta di Virginia, ci è parso davvero un eccesso di confidenza.
Tutto ciò fino a ieri, quando nel corso dell'annaffiarura piante abbiamo scoperto che non era più lì.... Costernazione generale! Piuttosto che niente, pure una cavalletta andava bene come cucciolo di casa.
Abbiamo setacciato il balcone in lungo e in largo (operazione che, invero, non richiede più di cinque minuti), finché Alice non ha deciso di alzare il naso. 

E lì, sospesa fra cielo e muro, dritta e impavida verso il quarto piano c'era lei... 
Abbiamo tentato di chiamarla, di sgridarla, di farle notare che la sua casa era davvero carina e valeva la pena di tornare... Niente da fare. Lei ha proseguito.
A quel punto Elisa se ne esce con un "sai mamma, dopo tutto l'adolescenza è un'età  difficile, fa venire voglia di libertà proprio come la primavera. Bisogna capirla..."
Ecco, a questo  punto io avrei particolare voglia di scambiare due parole con la mamma dell'adolescente Virginia. Cosi, tanto per sapere come dovrò comportarmi quando vedrò mia figlia scalare i muri verso il quarto piano o forse più.