martedì 23 dicembre 2014

I wish you a very Peanuts Crhistmas


 
 
Immagine dal web
 
 
Torno presto, perché stare troppo tempo lontana da qui mi è difficile.
Ma ho bisogno davvero di riposarmi un po'.
Buon Natale a tutti, con un abbraccio.

Io viaggio da sola

Ora puoi davvero. 
Finalmente i tuoi 14 anni nuovi di zecca  ti permetteranno di andare dove vuoi senza che i tuoi documenti debbano indicare gli adulti legittimati ad accompagnarti.
Adesso che hai finalmente avuto la tua personale valigia più grande come desideravi, perché "mamma, cosa ti è venuto in mente di portarmi a Londra con il trolley piccolo?"
Ora che questo tuo grande cruccio è risolto, dove andrai?Almeno me lo dirai?
 So che me lo dirai, ma che sarà solo per non farmi stare in ansia.
In realtà tu non vedi l'ora di fare a meno di tutto questo, così come non la vedevo io.
Di sentire tua questa vita, che inizia a starti già un po' stretta.
Sei una ragazza silenziosa, ma pensi a voce molto alta; e siccome - oltretutto- pensi come me, non faccio alcuna fatica a sentirti.
Tanti auguri giraffina
La tua mamma, che beve il caffè in una casa ancora immersa nel silenzio del vostro meritato riposo 

venerdì 19 dicembre 2014

Una lettera




















C'è una busta appesa ad una parete della camera di Alice.
È una busta bianca, semplice, chiusa con cura e addirittura sigillata con la cera rossa.
Non sapeva cosa usare, quindi ha fuso una candelina di Ikea... Ora nella stanza aleggia un insopportabile profumo di frutti rossi. 
Le indicazioni sono precise: leggere a14 anni. 
Cosa può aver scritto "a se stessa del futuro" una bambina di quasi 12 anni?
Non ho idea, ma come al solito lei è una sorpresa.


mercoledì 17 dicembre 2014

Ma che mi stupisco a fare?



Il pensierino è poco natalizio.. Il sospetto e la malfidenza non dovrebbero albergare nei nostri cuoricini in questi giorni.
Ma neppure, a mio insulso parere, la malafede. 
Dunque, nella mia infinita ingenuità, mi chiedo (e non per la prima volta): 
Come mai da parte di chi (noti e meno noti) normalmente  si lancia sui social network in crociate appassionate per qualunque mosca che  si veda volare, non si legge neppure di  un pensiero, una preghierina ( forse chiedo troppo) , un momento di raccoglimento o quel che volete, per quei 130 ed oltre bambini massacrati nella scuola di Peshawar? 
Tralascerò i due morti della cioccolateria di Sidney... Evidentemente sarà colpa loro se stavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato. 
Non aggiungo altro, è pure troppo così .

domenica 7 dicembre 2014

A casa

 Sant'Ambrogio è il giorno in cui più desidero essere a casa, ed oggi ero lì.

Milano sotto le feste è magica, caotica, colorata e "brillocca" come si conviene.




Ma è anche elegante sobrietà e sorprendente musica per le strade.




















E' la Prima della Scala... con il deprimente spiegamento di forze dell'Ordine che potrebbero (e penso vorrebbero) dedicarsi a questioni più importanti che non difendere il teatro e gli spettatori da proteste certamente legittime ma a mio parere fuori luogo in questa occasione.

Ma è anche, almeno per me,  il meraviglioso regalo di un'oasi di pace, eleganza e letteratura.
Ha finalmente riaperto, dopo lunghi lavori, la Libreria con la L maiuscola, quella dove anche da bambina passavo ore interminabili seduta fra gli scaffali (allora un po' antiquati e polverosi) in cerca del libro dei miei sogni.
E non uscivo mai a mani vuote.
Ci siamo tuffate nella nuova Rizzoli, in ammirato silenzio e famelica esplorazione...



..con il naso per aria, per leggere le citazioni sui foglietti che animano le lampade...


..con un sentimento di enorme ammirazione (e, perché no, anche affetto) per questo elegante ottuagenario signore, dai capelli candidi  ed il baffo vagamente austroungarico, che si aggirava con lo stesso nostro sguardo estatico e luminoso fra le nuove ambientazioni.
Ha chiesto spiegazioni ad un giovane e gentilissimo addetto della libreria, che gli ha offerto il braccio e gli ha domandato il permesso di accompagnarlo in giro ed aiutarlo a sentirsi di nuovo a casa, come prima dei lavori.
Lo ha lasciato, curvo e concentrato, al settore "scienze"; ed io mi sono sentita piccola piccola, ed anche un po' intrusa.




Lo abbiamo lasciato immerso nella sua contemplazione e siamo passate ad altri settori.
Nonostante i miei proclami secondo cui "prima di Natale non si può comprare nulla", le ragazze sono uscite   con un libro a testa: "I racconti del mistero" di Poe per Elisa, e "Humans of New York" per Alice, un bellissimo libro fotografico sui tipi umani che si incontrano per le strade di New York.
Che dire... le scelte a mio parere sono  sorprendenti e perfette al tempo stesso, calzano a pennello a chi le ha fatte.
Quindi, come spesso accade, non ho avuto il coraggio di oppormi.
Buon Sant'Ambrogio a tutti, milanesi e non.

P.S.: per chi fosse interessato:
il libro scelto da Alice nasce da una splendida pagina web , da cui ha preso il nome; da questa pagina  è nata anche la corrispondente versione milanese, "Umani a Milano": anche lei vale veramente la pena di essere visitata.

lunedì 1 dicembre 2014

Pragmatismo da liceale

 
 
Posto che il pragmatismo non le ha mai fatto difetto, al pari dell'autostima, ultimamente mi paiono entrambi in decisa crescita.
Perfettamente a suo agio nell'ambiente liceale, gestisce con disinvoltura uscite in anticipo, entrate in ritardo (compensate con abbondanti colazioni in gruppo al caffè vicino alla scuola) e frequentazioni della palestra stando attenta a schivare la prof. di matematica che suda sulla cyclette in fondo alla sala.
In aggiunta, gestisce i ritardi e gli imprevisti da maltempo con consumata abilità da "piccola imbruttita".
Eli va a scuola ogni mattina a piedi, insieme ad un'amica che abita poco distante da noi. una ventina di minuti di strada, che servono per svegliarsi, fare due chiacchiere rilassate prima di iniziare la giornata e, non ultimo, tenersi in forma ("sai mamma che peso già ben 42 chili?" emmenomale... hai 14 anni e sei più alta di me...).
L'altro giorno però pioveva forte, tirava un po' di vento, erano in ritardo  e la sua amica è finita in una pozzanghera appena fuori casa.
Niente panico. Si guardano negli occhi e scatta l'idea: taxi?
E taxi fu: sono arrivate a scuola così, in perfetto orario e senza inzupparsi ulteriormente.
Al mio sguardo fra l'incredulo ed il morto dal ridere mi ha risposto: sai mamma, qui mica siamo a Milano che in un momento sali sul bus o in metropolitana e parti.. qui non sai quando passa né quando arriva: il taxi è l'unica soluzione in caso di emergenza.
Noblesse oblige.
Comunque, tanto per non restare impreparate, lei a la sua compagna di cammino ripassano quotidianamente la sequenza delle fermate della metro di Milano... non si sa mai.
 

giovedì 27 novembre 2014

L'Isola che non c'è ora c'è

Ecco, l'ho fatto.
Ho riflettuto, tentennato, rimuginato.. alla fine sono riuscita a cambiare nome al blog.
Non so se sia una cosa "buona e giusta", ma l'ho fatto comunque.
Ho pensato se aprire un nuovo blog, se cambiare piattaforma, se cambiare nome... alla fine per ora ho semplicemente cambiato il nome, perché non voglio che nulla di quello che ho scritto fino ad ora vada perso. Ma sto facendo esperimenti.
Per me i contenuti di questo blog sono momenti di riflessione che hanno avuto un certo peso e che mi rappresentano.
Tuttavia, il titolo dato al blog in origine non mi apparteneva più, mi sembrava che con me non avesse più nulla a che vedere.
April non c'è più da parecchio, io sono Chiara.
E' vero, questo blog tratta di piccole cose, di fatterelli e considerazioni senza importanza.
Però sono importanti per me, quindi mi sembrava di svilire i miei stessi pensieri.
Questo blog è la mia isola che non c'è: pochi amici "in carne ed ossa" sanno della sua esistenza (per la precisione solo due), tutti gli altri devono riuscire ad approdare qui, che sia per caso o per intenzione.
Questo blog racconta il mio piccolo viaggio, nella vita e dentro di me: quindi mi piace descriverlo con una frase che parli di viaggi in senso lato
Evito per ora di modificare l'indirizzo del blog... è vero che ci capitano sempre le stesse due o tre persone, ma temo di fare pasticci.
Anzi: se qualcuno sa dirmi che succede in caso di modifiche di indirizzo, grazie mille.
Siete i benvenuti sulla mia Isola, tutti.

martedì 25 novembre 2014

Dottor Jeckyll e Mr. Hyde

Primo colloquio con il prof di latino e storia di Elisa.
La sua fama l'ha preceduto, ma questo non importa... gli studenti si premurano sempre di "preparare" i loro genitori prima di un colloquio con un prof. sconosciuto, e di certo Elisa non sfugge a questa regola.
Impressione mia, di fronte a questo cinquantenne distinto che so essere ultra appassionato di latino e greco tanto da risultare - ahimè- persino eccessivo per un liceo scientifico:
mi ha descritto Elisa come se la conoscesse da sempre anziché da due mesi, ha colto perfettamente le sue sfumature di carattere, il suo essere forte e determinata malgrado la timidezza, il suo sottile senso dell'ironia e dell'umorismo.
Parla con tono affabile e pacato, sorride molto e si compiace per i bei voti della sua discepola e per l'andamento della classe in generale.
Fin qui tutto bene: pare il mio insegnante ideale.
però... le descrizioni di mia figlia sono le seguenti:
è a dir poco umorale, talora urla come un folle in testa ai ragazzi tanto che nella classe accanto interrompono la lezione per il troppo rumore, si lamenta di continuo del livello deplorevole di preparazione dei suoi alunni e frequentemente inganna il tempo sbirciando Facebook dal suo Ipad intanto che interroga i ragazzini.
Ultimamente ha finto di dimenticare di avere interrogato Elisa in latino: per tre-giorni-tre non ha assegnato nessun voto; quando gli viene ricordato dalla classe che invece è stata interrogata si dichiara sorpreso e proclama che, non ricordandosene affatto, il voto non potrà essere che un voto "intermedio".. diciamo un cinque e mezzo...
Sul registro elettronico è poi comparso un nove: segno che si ricordava benissimo non solo di averla interrogata, ma anche di come fosse andata la faccenda.
Mah.... provocazioni volte a temprare i ragazzini che devono abituarsi alla nuova realtà liceale?
Chi lo sa.
Ho la fortuna di avere una figlia piuttosto granitica, sopravviverà.
Spero di non trovarmi per anni a dover difendere - per ruolo -  un insegnante che sarà pure molto colto e preparato, ma sul piano del comportamento è quanto meno bizzarro.
forse se guardasse un po' meno FB probabilmente si ricorderebbe di chi interroga e di come vanno le cose.

lunedì 24 novembre 2014

Ci sarà una volta

C'è una casetta in Linguadoca.
E' chiara, piccola, con un piccolo giardino di oleandri e menta.
Un po' spogli al momento, sia la casa che il giardino, ma si faranno.. come tutte le cose.
Sono in una cittadina sul mare, ad un passo da campagna e da vigneti nani (anzi, nanissimi) di uva moscato; posto tranquillo e piacevole, con cieli blu e clima mite.
E' probabile che andremo d'accordo: un inizio, per una come me che dà importanza al significato delle parole, è per definizione piccolo e talvolta persino spoglio.
Tutto il resto, se è destino che ci sia, deve essere risultato di una crescita: lenta o veloce, ma crescita.
Avevo  un sogno: ancora presto per sapere se questo gli assomiglierà un po' o invece per niente.
Ma ho tutto il tempo che voglio per capirlo.
E forse andrà bene anche se sarà qualcosa di diverso.

martedì 18 novembre 2014

Comunicazione di servizio

L'ennesimo coup de coeur..
Ho aggiunto a lato un piccolo banner, "Yummy Magazine", frutto delle solite scorribande - ahimè- virtuali delle pause pranzo in ufficio.
Per amore di precisione, l'ho trovato sul blog di Chiara That's amore (che ha pubblicato su diversi numeri del magazine alcune sue ricette) e me ne sono appropriata.
Carina l'idea della rivista consultabile gratuitamente in tutti i suoi aggiornamenti e numeri passati, ancora più bello il suo team di lavoro con relativi blog di cucina: blog davvero deliziosi.
E ancora più divertente sarebbe  l'idea di proporre una propria ricetta... perché no?
Insomma... la pausa pranzo è finita, ma cincischio: per l'ennesima volta si è aperta una finestra sul mondo che non ho proprio voglia di richiudere.

giovedì 13 novembre 2014

La favola di Kanako

 
 
Lei è una delle mie illustratrici preferite, insieme a Soledad Bravi.
Il sito (e relativa app) uno dei miei stra-preferiti, sia perché racconta di Parigi e dei suoi mille angoli come se fosse un continuo sogno (e Parigi non è altro che un continuo sogno) sia perché è strutturato in un modo accattivante e gioioso che a me piace tanto.
 
Questo piccolo video racconta la nascita del progetto e della fiaba di Kanako, ragazza giapponese approdata a Parigi con una valigia piena di sogni.
Io sono in un periodo un po' emotivo, lo riconosco, ma mi è sin venuto da piangere per la commozione.
Guardatelo se avete tre minuti di tempo.. anche se non comprendete il francese i disegni parlano da soli.
E siccome  le favole - soprattutto quelle a lieto fine - sono sempre meno, credo faccia bene a tutti un momento di positività.

sabato 8 novembre 2014

Chi ben comincia

Ieri pomeriggio prima riunione di classe al liceo di Elisa con tutti gli insegnanti.
Inutile dire che ero curiosa a mille: prima esperienza come mamma di liceale, ambiente sconosciuto, tante aspettative.
In realtà l'atteggiamento positivo di Elisa nei confronti di questo nuovo cammino mi aveva già appagato più che abbondantemente, ma la curiosità era comunque tanta.
E non sono stata delusa, anzi, sorpresa.
Non ero preparata a sentire insegnanti così soddisfatti dei loro alunni, considerati globalmente come classe, dopo solo due mesi di scuola.
Non si è sentito nulla delle solite critiche mosse agli  apatici adolescenti dei nostri giorni: sono stati definiti intelligenti, spiritosi, educati, interessati e partecipi.
Praticamente 28 perle rare. Forse 26, perché due ahimè sembrano già in pericolo,  ma è già un ottimo livello.
Già così il mio orgoglio di mamma, anche per i figli non miei, era enorme. 
Ma poi mi sono quasi commossa.
Mi ero dimenticata che al liceo esistono anche i rappresentanti di classe degli alunni, nel nostro caso un ragazzo ed una ragazza: timidi e molto educati, compresi nel loro ruolo tanto da prendere appunti come noi rappresentanti dei genitori. 
Credo che mi rimarrà impresso per un bel po' lo sguardo di approvazione,  orgoglio e tenerezza che brillava negli occhi del solito  F. mentre i "suoi" ragazzini intervenivano in modo assolutamente pertinente: credo che non avrebbe gongolato di più neppure se fossero stati suoi figli.
Non ha tolto loro gli occhi di dosso un secondo, con grandi sorrisi di incoraggiamento.
Alla fine promossi... Ragazzi (speriamo che duri!) e insegnanti (In verità: una insegnante per me bocciata, ed un altro su cui ho forti dubbi ancora sub giudice perché non c'era).
Chi invece è bocciato senza appello sono i genitori: alla prima riunione della prima liceo erano presenti solo in due, oltre ai due rappresentanti.

P.S.: secondo Blogger questo è il mio post n. 200; non che sia un granché, ma non pensavo che ci sarei mai arrivata.

venerdì 7 novembre 2014

La strega

immagine da donna.nanopress.it
 
Devo dire che queste cose mi hanno da sempre affascinato, ma la mia natura scettica e tendenzialmente razionale mi ha finora portato a snobbare un po' questo "mondo" e le sue possibilità.
Le ho sempre considerate un po' delle stregonerie per gente che ha del tempo da perdere.
Invece mi rendo conto che il mondo dell'erboristeria, degli olii essenziali (vero Ste?), della fitoterapia è un vero universo e mi affascina da morire.
Forse anche perché da un po' di tempo mi sono avvicinata (ri-vero Ste?) al mondo della riflessologia plantare con estrema soddisfazione e pari interesse.
Comunque, il simpatico (bah) piccolo borgo che mi vede da tempo fra i suoi abitanti in alcuni casi decide di stupirmi per cercare di farmi cambiare idea.
Non ci riuscirà mai, nel complesso, ma gli do atto che qua e là nasconde davvero delle piccole chicche.
Ieri mattina durante il solito tragitto dal caffè delle mamme all'ufficio ho finalmente trovato aperta una piccola erboristeria davanti a cui passo ogni giorno ma che ha orari assolutamente poco coincidenti con i miei.
Ieri era aperta e mi ci sono subito infilata.
E' un piccolo negozio un po' buio, come un vero antro da strega, sovraffollato di scaffali, vasi di erbe, creme varie e, soprattutto, pervaso da un profumo paradisiaco.
Sono stata accolta da una signora anziana piccolina, minuta, con uno scialle sulle spalle.
Non mi ha quasi lasciato parlare... mi ha infilato la testa in un sacchettone ormai vuoto ma ancora pieno del profumo che aleggiava nell'aria.
Mi ha spiegato che aveva aperto in anticipo, perché si era messa a preparare ben un chilo (!) di tisane per regali che le avevano commissionato.
Mentre parlava delle sue erbe, e mi dava spiegazioni su quello che nel frattempo ero riuscita a chiederle ed anche su molto di più, aveva la voce sommessa e lo sguardo sereno e un po' trasognato che aveva la mia prof di filosofia quando parlava del suo adorato Platone e del mondo delle idee.... non so se mi spiego.
Ovviamente sono uscita da lì (dopo quasi mezz'ora....) avendo acquistato cose che non avevo assolutamente in mente quando sono entrata, ma non importa.
Mentre andavo in ufficio, ancora con quel profumo di erbe e spezie nelle narici, ho deciso che se rinasco faccio la strega. Anzi, magari non aspetto nemmeno di rinascere.
 

mercoledì 5 novembre 2014

Una vita in un anno

Questo post si riallaccia un po' al precedente.
Non per pedanteria, ma perché quest'ultimo anno - per amore o per forza - mi ha portato veramente a fare tante riflessioni sui percorsi della vita.
A questo punto, più che altro a mio beneficio e per potermi ricordare di tutto un domani, mi sento di esprimere alcuni pensieri.
Ho passato un discreto numero di anni a lamentarmi a vario titolo di alcuni momenti piuttosto pesanti che la vita mi ha riservato (come se il problema lo avessi solo io) e di diverse scelte che io stessa avevo fatto, in piena libertà e senza che nessuno mi puntasse il coltello alla gola.
Tutto quello che riuscivo a fare era recriminare: contro me stessa, il destino, la cittadina tristanzuola in cui vivo (che non mi piace e non mi piacerà mai, ma alla fine mi ci sono infilata io), il lavoro che non è più neppure il pallido simulacro di quello che avrei voluto (e a mio dire potuto) fare.
Poi il destino, sempre lui, ha messo sul mio cammino una persona, per molte ragioni la più improbabile che potesse scegliere ma forse proprio per questo la più adatta a me.
Non so come ho potuto farlo, ma nella mia infinita presunzione  ho pensato che per solo effetto di questo dono del destino la mia vita potesse e dovesse cambiare in poco tempo, come per magia.
E invece no: le magie ci sono solo nelle favole, tutto il resto è solo duro lavoro. 
Le difficoltà (personali, geografiche e chi più ne ha più ne metta) si sono appalesate nel giro di poco e pur non potendo io farci niente ( ma forse proprio a causa di questo)  mi hanno logorato ad un punto tale che non avrei mai creduto possibile, portandomi a ritenere di non meritare davvero niente dalla vita.
Tutto questo accadeva un anno fa esattamente in questi giorni.
Per tirarmene fuori in qualche modo non sono stata capace di fare altro che dare un calcio a tutto e allontanarmene a tutta velocità, per cercare di sopravvivere e non continuare fare del male a me stessa oltre che ad altri.
Mi è toccato un anno di lavoro faticosissimo su me stessa e sul mio modo di vedere cose e persone.
Forse mi ci voleva per crescere un po' e abbandonare l'atteggiamento viziato di "creditrice verso la vita".
Perchè il destino non fa niente per caso, e di solito ha sempre ragione e buona memoria.
E siccome ha ragione e memoria, ha scelto proprio questi stessi giorni, un anno dopo, per dare una svolta a tante situazioni che ostacolavano possibilità ulteriori.
Ci abbiamo lavorato alacremente in due, a mille chilometri di distanza, ognuno come ha potuto.
Cosa succederà non lo so, ma almeno qualcosa ho imparato.
Ho almeno imparato che talvolta la cosa che mi è sempre sembrata la più inutile,  cioè aspettare ed avere pazienza, essere presenti anche se lontani, è l'unica cosa che può dare forza e motivazione  a chi invece deve agire.
Se guardo quello che ho, che è esattamente uguale a quello che avevo un anno fa, mi sento tanto più ricca.
I pensieri di alcune persone non mi feriscono più.
La mia cittadina è sempre deprimente, ma indiscutibilmente illuminata da alcune persone che ci vivono.
Il destino non dà sempre una seconda possibilità, ma qualche volta capita che ne dia persino una terza.
E che ti costringa a crescere in un anno tanto quanto avresti dovuto riuscire a fare in una vita.
La prossima volta che nasco cercherò di essere più sveglia e meno presuntuosa.

venerdì 31 ottobre 2014

Chi siamo

Non voi.. non io.
Chi siamo, in generale.
E poi: chi siamo , non come ci vedono gli altri.
Non fatemi internare per favore...
Questo post è confuso e pure un po' difficile da scrivere, almeno per me.
 Sto cercando di sbrogliare i fili di una (in realtà di più di una) conversazione avuta con una cara amica, in tempi recenti ma anche meno recenti.
Qualcuno direbbe: siamo ciò che mangiamo.
Lei dice (se non ho capito male, il che può benissimo essere): siamo ciò che facciamo e  siamo ciò che gli altri percepiscono, per come lo percepiscono.
Io dico: siamo ciò che siamo stati e che continuiamo ad essere ogni giorno.
Su questo proprio pare che non ci intendiamo.
Forse sono sottigliezze senza importanza, ma - a mio parere- ci dividono l'utilizzo di due verbi diversi (fare ed essere) e la messa a fuoco di noi stessi dall'esterno piuttosto che dall'interno.
A ben guardare, non sono proprio sottigliezze.
Perché dobbiamo lasciare che siano gli altri ad attribuirci un ruolo, una personalità, un posto nel mondo, ma - soprattutto - a decidere se siamo meritevoli di considerazione oppure no?
Perché dobbiamo sentirci costantemente soppesati, valutati, criticati in base a parametri e valori che nella maggior parte dei casi non ci appartengono?
Ho fatto un enorme lavoro su me stessa in quest'ultimo anno... faticoso, per certi versi anche piuttosto penoso. Ho avuto bisogno di aiuto in questo percorso, e non ne sono stata né felice né fiera,  ma credo che a qualcosa sia servito.
D'altra parte, nulla si ottiene senza fatica, nemmeno da noi stessi.
In ordine sparso, sono arrivata a convincermi che:
Io sono il prodotto dei miei 46 anni di vita, nel bene e nel male, in conseguenza di azioni e decisioni tanto giuste quanto sbagliate, o magari giuste in un quel momento ma rivelatesi  catastroficamente sbagliate nel prosieguo.
Io soltanto conosco, soppeso ed apprezzo il peso, la difficoltà, la bellezza o la gioia di quello che ho fatto. Se qualcosa non ho fatto, forse la semplice verità è che non ne sono stata capace, senza troppi giri e senza per forza invocare scherzi del destino o malvagità altrui.
Ma ciò non toglie che io sia ugualmente io, con tutti i miei difetti ed i miei pregi, e che né difetti né pregi avrebbero potuto essere più grandi o più piccoli per effetto di ciò che comunque non è stato.
Oltre a questo: è così necessario che la concezione di noi stessi dipenda da quella che di noi hanno gli altri? In base a cosa l'immagine che gli altri hanno di noi, in base ai loro criteri, deve essere per forza quella giusta? 
Sottolineo con una certa forza l'uso della parola "immagine", perché per tanti sembra essere ancora la cosa più importante.
Un po' come un bel voto preso a scuola, senza tanto considerare quale e quanto lavoro ci sta dietro.. basta che il voto sia bello.
Invece forse no
Guardarsi dall'interno è molto più importante che guardarsi (o essere guardati) dall'esterno; io soltanto sono il mio giudice, a costo di apparire altezzosa o arrogante.
Se sono a posto con la mia coscienza e con i miei criteri di autovalutazione (che, peraltro, sono caratterizzati da una certa rigidità) allora non credo di dovermi preoccupare di ciò che gli altri possano pensare.
Spostare lo sguardo dagli altri a me stessa, da come posso essere percepita a come mi percepisco, mi ha enormemente aiutato.
Una frase, fra quelle che mi hanno aiutato in questi mesi, spero di riuscire a ricordare e conservare come un tesoro: ognuno di noi nasce e vive con una valigia di strumenti che lo accompagna lungo il cammino; il contenuto di questa valigia si affina col tempo e con l'esperienza, oltre che grazie alle nostre naturali doti o capacità. Sta a noi arrivare a capire quale strumento sia meglio utilizzare nei diversi momenti della nostra vita, cercando bene nella valigia e, possibilmente, scegliendo quello più adatto al caso.
E fregandocene tranquillamente del voto che ci danno gli altri senza neppure sapere quanto e come abbiamo studiato.
Finito... ora potete internarmi.

martedì 21 ottobre 2014

Smalto, rossetto... e basta

 
 
Come previsto, il pollice verde è durato ben poco.
Torno quindi a più collaudate passioni, che meglio si conciliano con il mio temperamento  impaziente ed incostante.
Rimane la soddisfazione di aver avuto il balcone colorato ed allietato per diversi giorni da meravigliosi fiori di zucca, che non ho avuto il coraggio di cogliere e  mangiare quando era il momento e quindi li ho lasciati appassire.
In compenso, un esercito (o branco? secondo me era proprio un branco...) di cavolaie ha depositato tonnellate di uova sui miei cavoletti di Bruxelles: pochi giorni dopo, le loro fameliche larve se ne sono abbondantemente nutrite, lasciandomi solo foglie sbrindellate.
Siccome voglio coltivazioni biologiche (ehm... o meglio: lo sbattimento di andare a cercare un insetticida non fa per me né per il mio pollice verde pallido), ho permesso che continuassero a banchettare fino a diventare meravigliose farfalle... che andranno a devastare le coltivazioni di qualcun altro.
Ci riprovo con più semplici erbe aromatiche, ma anche qualche alberello di piccoli frutti: ribes nero, mirtilli e more.
Hai visto mai...
Smalto, aspettami: sto arrivando.

domenica 19 ottobre 2014

Anarchia

Sul mio balcone... Almeno tre stagioni nel raggio di due metri






Quanto alla piena estate, fidatevi... Sono sul balcone in maniche corte.


Buona domenica a tutti 

lunedì 13 ottobre 2014

Se God esiste

"Se God esiste, quest’anno l’ha ascoltato: gli ha concesso 28 students di prima proprio nice: educati, attenti, desiderosi di apprendere, divertenti senza eccesso…insomma una classettina di quelle che non ti capitano spesso in un decennio. (...) F. è stato fortunato, quest’anno, ad avere bravi bimbi di prima."
 
Se God esiste, allora ha ascoltato anche i genitori di questi nice students di prima, come li chiama F..
Loro sono i ragazzini della prima liceo di Elisa, così come descritti  da F., il loro incredibile insegnante di inglese, nell'ultimo post del suo blog.
Già, autore di un blog che viene letto con uguale gusto e curiosità da studenti e genitori, già tutti travolti dalla sua verve ad appena un mese dall'inizio della scuola,
Ecco, in un momento in cui la situazione scolastica pare attraversare la notte del Titanic, lui brilla: per esperienza, capacità, cultura e - soprattutto- incredibile passione.
Non importa se la sua costante minaccia, spesso seguita dai fatti, è "adesso vi picchio un 2": i ragazzini - che tutto sono tranne che stupidi- da lui accettano senza protestare anche il 2 che dato da un altro solleverebbe un maremoto di proteste e di insulti.
Trovare insegnanti come lui è come trovare un ago nel pagliaio, ma qualche volta succede; era successo anche a me e non l'ho mai dimenticato.
Qualche volta mi chiedo ancora se la scelta scolastica di Elisa sia stata nel complesso veramente indovinata per lei: io l'avrei vista meglio altrove, se questo piccolo borgo avesse fornito una soddisfacente alternativa.
Ma alla fine, credo che F. - tenacemente scelto da tutti i suoi students -  rappresenti da solo l'alternativa più soddisfacente che si possa avere: passione e originalità contro nozionismo.
Mi basta vedere come brillano di orgoglio e soddisfazione gli occhi di Elisa quando ne parla.
Un bel regalo per i suoi bravi bimbi e per i loro genitori.
 

giovedì 9 ottobre 2014

Cambio armadi

Non quello di casa mia... lui ahimè langue ancora, nonostante il clima sia ormai cambiato.
Presto troverò la voglia di togliere sandali e canottierine da scarpiere ed armadi, a pro di qualcosa di più utile.
Per ora mi limito ad un timido tentativo di restyling del blog e ad un meno timido "cambio armadi" nell'elenco di blog da consultare.
Non mi piace tenere in vista blog che non vengono aggiornati da mesi... tranne UNO, che spero torni presto: VERO  STE ?
Quanto agli altri, ho inserito alcune nuove conoscenze che spero diano anche a voi quanto a me la soddisfazione ed il piacere di leggerli.
In ordine sparso..
TasteofRunaway scovato per caso su una rivista: un gioiello di grafica ed una miniera di spunti, mi piace davvero tanto
Tre blog  di cucina, scelti per varie ragioni:
chic,chic, chocolat... , un nome, un proclama, una gioia per occhi e palato.
That's amore , davvero delizioso, l'autrice è italiana e il blog è in versione bilingue.. a voi la scelta.
Labna, originalissimo blog di cucina ebraica, un terreno super-affascinante che mi intriga da sempre.
Infine, ma non ultimo
Manger, un po' di cucina, un po' di fotografia ed un po' di lifestyle, in uno stile che più-francese-di-così-si-muore ma magari fossero tutti così.
Buona lettura, e buon cambio armadi (quello vero) a me e a tutti quelli che ancora lo devono affrontare

martedì 7 ottobre 2014

Piccole cose... del resto, siamo qui per questo




Incombe l'autunno sui tavolini del piccolo caffè delle mamme.
Presto questo spazio aperto dovrà arrendersi al freddo, all'umido ed alla vetrata che viene rimontata ogni anno in questo periodo e che basta appena a riparare i soliti irriducibili dai rigori e dalla pioggia d'inverno.
 
Peccato, ma noi mamme restiamo fra gli  irriducibili, anche chiuse nell'acquario.
Stamattina abbiamo indugiato in chiacchiere un po' più del solito, quanto basta per farmi trovare aperta, sul cammino per l'ufficio, la piccola libreria che mi piace tanto.
Il nostro piccolo borgo può contare tre o quattro librerie degne di questo nome (una vergogna, considerando che sfioriamo i 50.000 abitanti... lasciamo stare), ma questa è la mia preferita. Ha il nome e il calore del sole, un'accoglienza discreta e amichevole, ed un buon numero di libri assolutamente non banali e meno commerciali di quelli delle mega librerie.
La giornata grigia mi ha indotto a cercare conforto prima di affrontare gli ectoplasmi del lavoro.
Ne sono uscita a malincuore, ma soddisfatta, stringendo un piccolo talismano dalla copertina rasserenante ed un libretto di cucina appartenente ad una serie che mi piace molto.
 
Arrivata in ufficio, ho trovato ad attendermi un altro libro, questa volta ordinato on line
 
 

 
Foto e ricette da sogno... come sempre.
La giornata è grigia,  piovosa e freddina, ma le piccole cose riscaldano.
 
 

lunedì 29 settembre 2014

Come l'acqua per il cioccolato

Cioè come il diavolo e l'acquasanta, come il cane e il gatto, il giorno e la notte e chi più ne ha più ne metta.
Invece sono i miei.
Due più spaiati non mi vengono in mente. Però durano, da quasi cinquant'anni, a dispetto di tutto e di tutti.
Lei irrequieta, curiosa, attiva e inarrestabile. Neppure le malattie serie l'hanno fermata, figuriamoci gli acciacchi quotidiani.
Lui tranquillo, taciturno, timido e casalingo, anche se può vantare un caratteraccio mica male. Ha viaggiato per lavoro tutta la vita, ma nessuno capisce come abbia fatto: lontano da casa sua è praticamente perso.
Così come perso è nei rari momenti senza di lei, o quando lei ha passato brutti momenti.
Si azzuffano e si cercano, si mandano tranquillamente a quel paese e riprendono il dialogo come nulla fosse.
Ora lei si gode tre giorni a Barcellona con il suo figliolo... Lui no, è rimasto a casa, perché non c'è stato modo di spostarlo da lì nonostante sia più in forma di tutti gli altri messi insieme.
Mentre lei impazza per la Catalogna, lui conta i minuti che lo separano dal rientro; sappiamo già che quando si rivedranno lui farà finta di niente come se neppure si fosse accorto dell'assenza. 
Ma non ci cascherà nessuno. 
Ed è in queste situazioni che mi viene in mente il detto: una volta le cose rotte si aggiustavano, ora si buttano via.
Se fossero una coppia di oggi, temo che non sarebbero durati un anno: troppe le differenze, e non su cose da poco.
Loro invece vanno avanti e continuano ad aggiustare, instancabilmente, con precisione millimetrica e risultati sorprendenti.
Chapeau.

lunedì 22 settembre 2014

RAGAZZI, NON SIETE SPECIALI!


"Scalate la montagna non per piantarci la vostra bandiera, ma per vincere la sfida,
 respirare l'aria pura e godervi il panorama.
Scalatela per vedere il mondo, non per farvi vedere dal mondo"
 
David McCullough Jr.





Banale? No
Impossibile arrivarci da soli? Neppure
Stupefacente come tutto quello che dovresti avere sotto i tuoi occhi e che pure non riesci a vedere? Sì, almeno per me.
Mi rendo conto di arrivare sempre tardi, forse vivo altrove.
Ma non conoscevo questo video, né il suo protagonista, né il seguito nato da tutto ciò..
Almeno fino a ieri, quando mi sono imbattuta nel relativo libro, che ho iniziato a leggere con famelico stupore, pur avendo figlie decisamente più piccole dei ragazzi a cui il discorso era rivolto.
Questo video non è che un piccolo estratto dal discorso originale, ma sufficiente per rendere l'idea.
Per me è stato un po' come sbattere contro un muro.
Ma come?? le mie creaturine così speciali non sarebbero in realtà speciali per niente??
Ebbene no, non lo sono.
Sono straordinariamente normali, come me, come tutti.
Ma - questo sì - uniche: come tutti.
E, spero con tutto il cuore, capaci di vedere il mondo senza curarsi se il mondo sia capace (o abbia voglia) di vedere loro.

giovedì 18 settembre 2014

Smalto, rossetto e pollice verde

CCome recita il titolo di uno dei miei libri preferiti , quelli che tiri fuori dal cilindro e ti metti a sfogliare nei momenti in cui hai voglia di guardare qualcosa di bello e rilassante e non trovi nulla di reale a portata di mano.
Che poi fra parte della serie "nella vita, quello che non si fa prima, si finisce per fare dopo".
Ho avuto per molti anni una casa grande  (per me troppo grande), con un giardino grande (per me troppo grande), in una città piccola.... per me troppo piccola.
Non sapevo che farmene, tanto di casa, quanto di giardino, quanto di città.
Della città, che non è cambiata, non so tutt'ora cosa farmene.
Casa e giardino troppo grandi non ci sono più, hanno lasciato il posto ad un normale appartamento in cui mi sento tanto più a mio agio e che mi somiglia, e ad un balcone, non enorme ma piacevole e per me più che sufficiente.
Smalto e rossetto, seppure in modiche quantità, già facevano parte della mia vita.
Ed ora, proprio da quando il giardino non c'è più, scopro che mi piace dedicarmi al verde; o forse lo scopro proprio perché non c'è più, e questa cosa diventa un passatempo rilassante e non un obbligo gravoso.
Ho ribaltato il mio piccolo balcone, ho letto e riletto il libro di cui sopra, ho tratto ispirazioni e desideri.
E mi sono messa a piantare zucchine, cavoletti di Bruxelles, ribes, fragole, insalata ed erbe aromatiche varie; tutto in vaso, in perfetto stile "orto milanese" come ridacchia un'amica che abita in campagna e che ha invece ben più di un signor orto.
Qualcuno dirà "che squallore"; io mi sento contenta e rilassata, curiosa di vedere se qualcosa mai uscirà da tutto ciò, e pronta a fare ulteriori esperimenti quando la stagione sarà più favorevole.
Le figlie chiedono mirtilli, more e pomodori... io vedo girasoli fare capolino dal parapetto del balcone ed i loro semi che finiscono dritti nei miei cereali e nelle mie insalate.
Chi vivrà vedrà... magari al momento buono mi sarò già stancata e di tutto ciò rimarranno solo smalto e rossetto.

Aggiornamento serale: 

Mi sa che continuo... Almeno fino alla prima zucchina :-))



giovedì 11 settembre 2014

Vivendo, vedendo

Mi sta riprendendo la solita ansia da organizzazione e controllo... di che cosa, poi, non si sa.
Mi sta riprendendo la frenesia di riuscire a fare tutto, bene, senza sbavature e facendo fronte agli imprevisti che inevitabilmente si presenteranno.
Mi sta riprendendo l'ansia di capire se Alice farà un scuola media "all'altezza" .. altezza di cosa poi? sua? mia? di sua sorella? del mio deficiente desiderio di mamma di vedere che tutto va bene?
In realtà vorrei soprattutto che le si prospetti un triennio sereno, e che lei sia soddisfatta di sé; ma qualche volta penso più a me che a lei.
Mi sta riprendendo l'urgenza di capire se Elisa è davvero la ragazzina serena che sembra, o se invece nasconde dentro di sé qualche pozzo nero per me insondabile; forse il liceo sarà l'ambiente scolastico in cui, oltre a prendere bei voti, riuscirà davvero a far emergere la sua personalità e la sua solarità?
Mi sta riprendendo l'ansia di sapere se avrò un anno migliore del precedente, se sarò capace di infondere agli altri tranquillità, sicurezza e senso di "presenza".
Keep calm and carry on, mi direbbe Elisa.
Vivendo, vedendo: forse questa è la risposta che devo darmi più spesso?
Ma sono un'Ariete.. E il fiore di Bach del mio segno è Impatiens, non può essere un caso. 

venerdì 5 settembre 2014

British adventure

Abbiamo terminato l'estate con quattro giorni a Londra.
La tecnica del martello pneumatico di Elisa ha avuto la meglio sulle ragioni del riposo (e sul quelle della ragionevolezza da spending review... ma si sa, non ci sono denari spesi meglio di quelli per i viaggi e tutto sommato io non ho bisogno di farmi pregare troppo).
Il vero problema, in tutta questa meraviglia (prima vacanza londinese per le ragazze, seconda per me ma dopo ben 17 anni di assenza, il che annulla il precedente), è stato conciliare i gusti di tutte e tre e concordare cosa fare.
Nell'ordine:
Elisa, adolescente-tipo (e non è detto che il tipo sia il mio ideale), vagheggiava di grattacieli, crocevia luminosi, negozi improbabili - ho visto cose che voi umani... - , ma per fortuna anche di Westminster Abbey e British Museum.
Certo, il suo momento di gloria è stato trovarsi nel delirio di Piccadilly sotto i pannelli luminosi dei figuri di X Factor (o era Britain's got talent? mah..) incurante dei nuvoloni degni di Noè che incombevano.
 



L'altra, animo bucolico anche in piena metropoli, ha utilizzato il suddetto martello pneumatico per riuscire ad infilarsi in tutti i parchi che ha trovato... e a Londra non sono pochi.
Il prediletto è risultato essere St. James , e non mi sento di darle torto.
Ci siamo organizzate per due giorni di fila per fare pic nic e dare il tormento a corvi, anatre, scoiattoli e chiunque capitasse a tiro.

 

 
 

Dal canto mio, cercavo di parare i colpi, trascinandole per quartieri "very british", librerie e negozi di tè in cui ho lasciato il cuore.
Tra parentesi... appena possibile credo  mi trasferirò qui
 
Alla fine, quello che ci ha messo tutte d'accordo è stata la Tate Modern: interessante per gli adulti ed appassionante per i bambini. In particolare, tutti i ragazzini erano affascinati dalla possibilità di creare loro opere al pc in un apposito settore della Galleria.
Ci è toccata una lunga coda prima che fosse il nostro turno e nel frattempo abbiamo ammirato gli artisti all'opera... sono venuti fuori lavori bellissimi, che venivano poi salvati e proiettati sulla parete sovrastante i pc.
Alcuni ragazzini hanno addirittura aggiunto al disegno dei versi esplicativi... sono rimasta colpita.
Le mie fanciulle hanno partorito opere coloratissime (con un tocco dark per l'adolescente inquieta), cosa che, nella mia costante ansia, mi ha tranquillizzato sulla loro complessiva serenità.
 
 



 
Pensandoci bene.. Alice non poteva che essere un cuore con le ali.
 

mercoledì 3 settembre 2014

Tanto per ripartire, con un po' di slancio

Ed ecco qui, le pause pranzo in ufficio sono ricominciate.. e con loro il mio gironzolare per blog.
Ho ricambiato la gentile visita di  pinkg ed ho trovato sul suo blog il "giochino dei 100 libri", di cui avevo già letto ma che non avevo mai fatto.
Trattandosi di libri, me ne sono appropriata, e ve lo ripropongo.
Secondo la BBC la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri presenti nella seguente lista.

Istruzioni per giocare:
Copiare la lista e condividerla sul proprio Blog. Se non si ha un blog si può commentare qui con quanti libri sono stati letti e quanti sono stati lasciati in sospeso.

Legenda:
Letto
Non Finito/Abbandonato
 

Ecco la lista, con i miei risultati
ok.. si può decisamente fare meglio..

Voi come state messi? Buon rientro, e ovviamente buone letture: quelle aiutano sempre!



1.    Il Profeta – Kahlil Gibran 
2.    Harry Potter – JK Rowling 
3.    Se questo è un uomo – Primo Levi 
4.    La Bibbia 
5.    Cime Tempestose – Emily Bronte
6.    1984 – George Orwell 
7.    I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni 
8.    Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen 
9.    La Divina Commedia – Dante Alighieri 
10.    Piccole Donne – Louisa M Alcot
11.    Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
12.    Comma 22 – Joseph Heller
13.    Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
14.    L’opera completa di Shakespeare  
15.    Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani        
16.    Lo Hobbit – JRR Tolkien
17.    Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18.    Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa 
19.    Il Processo – Franz Kafka 
20.    Le Affinità Elettive – Goethe
21.    Via col Vento – Margaret Mitchell 
22.    Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald 
23.    Bleak House – Charles Dickens
24.    Guerra e Pace – Leo Tolstoy
25.    Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26.    Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27.    Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky 
28.    Odissea – Omero
29.    Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll 
30.    L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31.    Anna Karenina – Leo Tolstoj
32.    David Copperfield – Charles Dickens
33.    Le Cronache di Narnia – CS Lewis 
34.    Emma – Jane Austen
35.    Cuore – Edmondo de Amicis 
36.    La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
37.    Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38.    Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39.    Memorie di una Geisha – Arthur Golden 
40.    Winnie the Pooh – AA Milne
41.    La Fattoria degli Animali – George Orwel
42.    Il Codice da Vinci – Dan Brown 
43.    Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez 
44.    Il Barone Rampante – Italo Calvino 
45.    Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46.    Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47.    I Malavoglia – Giovanni Verga 
48.    Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello 
49.    Il Signore delle Mosche – William Golding
50.    Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51.    Vita di Pi – Yann Martel
52.   
 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53.    Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54.    I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55.    Le Avventure di Pinocchio – Collodi
56.    L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57.    Siddharta – Hermann Hesse
58.    Il mondo nuovo – Aldous Huxley
59.    Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60.    L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61.    Uomini e topi – John Steinbeck
62.    Lolita – Vladimir Nabokov
63.    Il Commissario Maigret – George Simenon
64.    Amabili resti – Alice Sebold
65.    Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
66.    Sulla Strada – Jack Kerouac
67.    La luna e i Falò – Cesare Pavese
68.    Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
69.    I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
70.    Moby Dick – Herman Melville
71.    Oliver Twist – Charles Dickens
72.    Dracula – Bram Stoker
73.    Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74.    Notes From A Small Island – Bill Bryson
75.    Ulisse – James Joyce
76.    I Buddenbroock – Thomas Mann
77.    Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78.    Germinale – Emile Zola
79.    La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
80.    Possession – AS Byatt
81.    A Christmas Carol – Charles Dickens
82.    Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
83.    Il Colore Viola – Alice Walker
84.    Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
85.    Madame Bovary – Gustave Flaubert
86.    A Fine Balance – Rohinton Mistry
87.    Charlotte’s Web – EB White
88.    Il Rosso e il Nero – Stendhal
89.    Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90.    The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
91.    Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92.    Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery
93.    The Wasp Factory – Iain Banks
94.    Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95.    Un Uomo – Oriana Fallaci
96.    Il Giovane Holden – Salinger
97.    I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
98.    Amleto– William Shakespeare
99.    La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
100.  I Miserabili – Victor Hugo















 

venerdì 15 agosto 2014

Pensierino di ferragosto

Sono pronta ad essere additata come persona orribile e tendenziosa.. Me ne faccio sin da ora una ragione, con la sola premessa ( che neppure dovrebbe servire) che i morti sono morti, a prescindere da tutto il resto.
Detto ciò, e tenendo conto delle rare eccezioni ini cui mi sono imbattuta, mi chiedo:
Come mai ho la sensazione che ogni città / cittadina / villaggio / frazione/ comitato di quartiere etc.. per tacere di ogni straccio di social network e dei suoi impegnatissimi frequentatori si senta in dovere di organizzare manifestazioni, raduni, tè delle cinque e chi più ne ha più ne metta, per i poveri palestinesi mentre nessuno "fa un plissé" per gli  yazidi condannati a morire di fame, sete e altro sulle montagne irachene?
Forse 'sti morti non esistono? I bambini yazidi sono meno bambini degli altri?
Così come a nessuno frega (cioè, pardon, importa) più niente di Ucraina, Siria, Sudan e quanto altro.
Allora il vero problema forse non sono i morti... dipende tutto solo da chi ti ammazza? 
Sono arrabbiata.

martedì 12 agosto 2014

Momenti, in ordine sparso

Una giornata ballerina, il tempo è partito incerto  se non addirittura brutto, per poi virare inaspettatamente al bello. 
Mangiamo in spiaggia, per dare lo straziante addio a due amichette in partenza. 
Mi appisolo, fra soffi di caldo, rari respiri di aria più fresca e qualche vagito di Bianca, uno splendore di appena 15 giorni che abita due ombrelloni più in là. 
La sua mamma, in forma indescrivibile dopo due settimane dal parto, accudisce lei e la sorellina di due anni con una dolcezza ed una tranquillità che io riuscivo solo a sognare. 
Forse è per questo che lei e le sue bambine sono bellissime. 
Mi coccolo leggendo un libro leggero, storia di una relazione sentimental-epistolare fra due vecchi  compagni di scuola che si ritrovano dopo tanto tempo. Le parole hanno sempre uno straordinario effetto su di me, calmante ed appassionante insieme. 
Bianca si è addormentata. 
Io guardo correre le nuvole, candide contro un cielo finalmente azzurro deciso;  la testa è persa fra sogni e parole.

domenica 3 agosto 2014

Agosto, cara mamma non ti conosco

Arrivo in ferie, finalmente. 
Come un'oca giuliva immagino le mie fanciulline in trepidante attesa della loro mamma, dopo aver passato un mese con i nonni e con me solo pochi fine settimana scappa-e-fuggi.
Pia illusione, manco ci pensano.
Complice una spiaggia di cui conoscono ogni granello di sabbia per nome da quanto sono nate, le sciaguratelle si eclissano per ore, si circondano di frotte di ragazzine scatenate come loro ed iniziano ad ammettere in questa loro privilegiata corte i primi poveri esemplari di sesso maschile: "le ho viste giocare a calcetto con due UOMINI", ha detto oggi il nonno correndo all'ombrellone in assetto da allarme aereo.
Ad un primo rapido ma infallibile esame, gli uomini sono risultati essere due tredicenni dall'aria un po' spaventata.... Poveretti, non sanno cosa li aspetta.
Mentre scrivo questo post cerco di ingannare un'attesa che immagino simile a quella di un padre fuori dalla sala parto.
Elisa ha in corso la sua prima uscita serale... Dalle 9.30 alle 11.
Orario del coprifuoco negoziato con più fatica dei trattati per il disarmo nucleare, compagnia ufficiale della serata: tre donne ( dai 13 ai 15 anni) e tre uomini (età un po' imprecisata, ma verosimilmente intorno ai 13).
Raccomandazioni su dove si può e non si può andare, con chi si può o non si deve parlare.
Che dire?? 
Non so, tanto farà lo stesso quello che vuole.
Mancano ancora 45 minuti... Non posso continuare a scrivere per tutto questo tempo.

mercoledì 30 luglio 2014

Lugliocolbenechetivoglio....

... per fortuna finirà! (trallallalla)
va bene, basta così.
Però, per fortuna ci siamo quasi.
Luglio con la sua lunghezza, abituale solitudine, superlavoro, super caldo, stanchezza, ricorrenze che vorrei saltare a piè pari, anche quest'anno è praticamente andato.
E, tutto sommato, si è comportato meglio di altri anni.
Forse perché non ho patito il caldo come al solito (mi dispiace tanto per i vacanzieri, figlie comprese, ma io sono stata divinamente), forse perché questo clima settembrino ha evitato di amplificare una stanchezza inevitabile, forse perché ho fatto tanta fatica e tanto lavoro su me stessa, ma qualche cosa è andata meglio.
Ma con tanta fatica...
Le amicizie sono sempre state per me un punto di appoggio importante, e quando non ci sono la mancanza si fa sentire.
Per fortuna, al di là della routine stravolta dall'estate, ci sono state occasioni di incontri inaspettati, di uscite rasserenanti e spensierate e di pranzi con una vecchia amica e la sua nuova e bellissima pancia che mi hanno dato quella certezza e quel senso di "presenza" e continuità che per me sono vitali ed insostituibili
Probabilmente è un mio tratto infantile, uno dei pochi che mi concedo; ma è decisamente così.
Grazie luglio, quest'anno sei stato più gentile, e te ne sono grata.
Forse per un po' sarò anch'io in pausa estiva, o forse no.
Intanto, buone meritate vacanze a tutti.

mercoledì 23 luglio 2014

#JewsandArabsrefusetobeenemies





 immagine dal web
Servirà mai a qualcosa un soffio di speranza lanciato da un minuscolo invisibile blog?
Se è vero che la speranza è l'ultima a morire io provo, perché è indegno.
Queste immagini sono bellissime, almeno per me.
Davvero difficile nascere e crescere da quelle parti, su qualunque sponda capiti di approdare.

giovedì 17 luglio 2014

Il bello è negli occhi di chi guarda?

Mi è sempre piaciuta questa frase (senza il punto interrogativo), l'ho sempre trovata poetica ed allo stesso tempo appropriata.
Da stamattina ho cambiato idea.
Il bello è negli occhi di chi sa e vuole vedere; e siccome la lingua italiana (come ogni altra lingua) non è uno sport per signorine, fra "guardare" e "vedere" passa una gran bella differenza.
E' vero che la versione originale della frase non è in italiano, ma comunque resto convinta di quel che dico.
Questo perché oggi:
La giornata è iniziata male, con uno sgradevolissimo appuntamento di lavoro a Milano
Però: 
Per l'appunto era a Milano, e già questo alleggeriva di molto la cosa. 
Si teneva in un quartiere che adoro, Porta Venezia.
Ero stranamente in anticipo, e mi sono presa il tempo di bighellonare fra le vie, vecchi palazzi, nascosti cortili e piccoli negozi di quartiere ( allora esistono ancora! Certo, il fruttivendolo poteva evitare i 12 eurini al kilo per le ciliegie ... Ma non si può avere tutto).
Ad un passo dal centro, ma in piena "vecchia Milano", con discussioni fra vicini di bottega che mescolavano italiano, arabo, indiano e milanese.
Ho scovato un posticino che mi ha calamitato e trattenuto per un espresso in un'atmosfera deliziosa, con i suoi tavolini all'aperto, tra fiori, dolci e caffè . Per chi ne avesse voglia, è il Mint Garden Café
Poi è arrivata l'ora della riunione... Ma a quel punto gli occhi avevano fatto il pieno di quel tanto di bello che bastava e avanzava per superare indenne il tutto.
Due chiacchiere con il mio cliente, milanese nostalgico come e più di me, obbligato poveretto dalla consorte a trasferirsi in una villetta in Brianza, ed un pranzo con due amici  che sono una garanzia di  spensieratezza hanno completato il senso di questa giornata. 
E il senso, almeno per me, è che occorre davvero saper vedere, guardare non basta.