venerdì 11 ottobre 2013

La metà di niente

Era da tanto  che non mi capitava, e finalmente è successo di nuovo.
Questo libro mi ha catturato e non avrò pace finchè non l'avrò finito.
E nel frattempo mi ritrovo a riflettere ancora su tante cose, che speravo francamente di aver superato.
Nessuno dovrebbe sentirsi la metà di niente, perché non siamo la metà di nessuno.
Io non ho bisogno di un'altra persona per sentirmi "intera"... ma ho avuto modo di capire in più di una occasione che quando si è soli si è talora percepiti un po' come un tavolo a tre gambe, e questo equivale in qualche misura a doversi sentire la metà di niente.
Non mi piace questa sensazione, e non arriverò mai a farci l'abitudine.

3 commenti:

  1. Non ci farai l'abitudine perchè hai ragione! Mettiamola così...sono convinta che chi sta bene con se stesso non ha bisogno di avere necessariamente qualcuno vicino per sentirsi "completo". Un essere umano in quanto tale è già completo per conto suo! Ciao Chiara, buona domenica :)

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  2. Forse avrò ragione Sontyna... Ma questo non cambia la sensazione che si prova in certi momenti. E' abbastanza viva e palpabile.
    Un abbraccio, a presto

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  3. Considera sempre che i tavoli con tre zampe ben posizionate non zoppicano mai;)

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