domenica 26 maggio 2013

Avus technologicus




Il nonno GiPi non è mai stato un mostro di modernità, anzi... per dirla tutta, è veramente negato.
A lui il concetto di evoluzione fa un baffo e ripete impassibile che "se fino a poco fa il genere umano ne ha fatto a meno, vuol dire che si può vivere anche senza"; ricordagli che anche il fuoco e la ruota sono arrivati ad un certo punto sembra non avere alcuna utilità .
Dopo essere andato in crisi per il passaggio da videocassette a DVD, l'ultima  delle sue crociate e' ovviamente contro il cellulare, che proprio non gli va giù... Tanto che se , per puro caso, la nonna lascia il proprio acceso, lui corre a spegnerlo.
Arrivato ad 82 anni suonati, per quanto in gamba, lo abbiamo stressato per convincerlo a portarsi  dietro un telefono quando esce da solo.... Giusto casomai.
L'unica voce che ha ascoltato in merito è stata quella di Elisa che gli ha proposto di cedergli il suo vecchio telefono... Di fronte alla prospettiva di utilizzare un oggetto appartenuto alla nipote, ogni resistenza è crollata.
Così, stamattina, entrambe le nipoti si sono prodotte in un corso rapido per il nonno, con tanto di appunti e schemi esplicativi, neppure dovesse imparare a programmare per la NASA.
 Ha giurato di aver capito.... Ma due ore dopo è caduto nel trabocchetto della telefonata a sorpresa, a cui non ha saputo rispondere.
Mi sto chiedendo se sia davvero stata una buona idea, o se le sue - certe- mancate risposte non ci daranno più preoccupazioni di una passeggiata senza telefono... 

venerdì 24 maggio 2013

Credo sia un virus

e anche uno di quelli perniciosi...
I sintomi più comuni sono questi: sguardo assente, udito indebolito, prontezza di riflessi pressoché azzerata, tentativo di simbiosi con smartphone, tablet e ogni i-aggeggio che capiti a tiro.
Talora si percepisce qualche segno (o qualche tentativo) di resurrezione, in particolare quando si tratta di contestare o dare risposte un po' indisponenti a madre e sorella (l'ordine assolutamente è casuale), ma si tratta in genere di falsi allarmi.
Altro sintomo inequivocabile è il rifiuto di vestirsi in modo adeguato alla temperatura esterna: i 10 gradi scarsi di oggi (ma anche quelli dei giorni scorsi) non sono ritenuti motivo sufficiente per infilarsi un capo in più e scongiurare malanni finora evitati.
Frutta e verdura, mangiate sino a non molto tempo fa senza alcuna fatica o disgusto o rimostranza, diventano inaccettabili stravaganze materne; meglio optare per pane e nutella forever o popcorn, entrambi noti per essere validi sostituti dei predetti vegetali e delle loro vitamine.
 
La sorella scuote la testa, e la apostrofa con un "adolescenti..." pronunciato con lo stesso sconforto con cui dice "maschi...".
Non sa la poverina che, mentre le sue probabilità di diventare maschio sono abbastanza insignificanti, quelle di contrarre il virus e trasformarsi a sua volta in adolescente stanno crescendo di giorno in giorno a ritmo vertiginoso.
Io invece lo so, e mi figuro il clima che si respirerà in casa da qui ad un paio di anni, se la specie non si estingue prima, quando una dodicenne ed una quattordicenne in piene crisi di identità e tempeste ormonali si impossesseranno delle mie giornate.
Cercasi impiego a tempo più che pieno.

venerdì 17 maggio 2013

Di casette e ciliegi

Girovagando sul web tra sogni e bisogni ho scovato questo blog...
Sabrina e Marco hanno creato uno spazio fresco e ricco di spunti deliziosi.
A me è piaciuto molto, quindi ho pensato di condividerlo per augurarvi buon fine settimana.

giovedì 16 maggio 2013

Cogito, ergo... boh

Mi piace pensare, forse anche troppo.
Ci sono giorni in cui mi tormento di pensieri senza giungere, il più delle volte, ad alcuna conclusione soddisfacente. 
Penso a me, a cosa ho fatto ( o magari non ho fatto) finora, a cosa potrò fare in futuro... soprattutto a cosa potranno fare le mie figlie e cosa potrà essere meglio per loro.
Ma poi... meglio in base a quale punto di vista?
Stamattina, nella quotidiana scorribanda blog per cercare di iniziare la giornata in modo meno deprimente, ho letto il post di Chiara e di colpo mi sono sentita "vecchia"....
Mi sono resa conto di quante esperienze non ho fatto, di come avrebbero potuto cambiare o quanto meno arricchire la mia vita e di come sia sconfortante rendersene conto a 45 anni: un'età che anagraficamente è ormai da "ragazzine" ma che professionalmente pesa come un macigno, in cui ti sembra di essere ormai incasellata in una posizione ed in un percorso destinati a non cambiare più e in cui trovi a decidere non solo per te ma anche per la tua famiglia.
E questo rende tutto ancora più complicato, almeno per me che non sono un fulmine di intraprendenza e di coraggio.
Forse non riuscirò a fare più niente per me, ma prego di non essere mai una mamma che impedisca alle sue figlie di provare a sganciarsi da questa palude... è questo che ora mi fa davvero paura.
 
Qualche volta, anche se mi piace, vorrei smettere di pensare... mi sembra di non poter smettere neppure di notte; mi sveglio di colpo, senza una ragione, e i miei pensieri sono già li, accanto a me sul mio cuscino e mi guardano dritta negli occhi.

giovedì 9 maggio 2013

Ogni tanto mi ricordo perchè

Mi capita spesso, ma ovviamente non solo a me, di chiedermi chi me lo abbia fatto fare.
Chi me lo abbia fatto fare di lasciare una vita che mi piaceva, fatta di fatica senza dubbio ma anche di buone soddisfazioni personali a livello professionale; una vita in cui è vero che lavoravo mille ore al giorno ma tanto solo quello dovevo fare, e alla fine riuscivo anche a raccogliere un po' di residue forze per uscire di sera, magari non combinata come una profuga disperata ma discretamente agghindata.
Da anni invece condivido il destino di tutte le "elastimamme" del mondo, con qualche ulteriore imprevisto inciampo nel frattempo intervenuto, per cui la sera capita sempre più spesso che sarei io quella che ha bisogno di essere messa a nanna.
Ieri era una di queste sere, dopo una giornata passata fra: tribunale, ufficio, commissioni varie per la prossima Comunione di Alice, incursione all'Ikea nel giro di un'ora, recupero figlie, pomeriggio a casa diviso tra lavoro che ti segue anche lì , sistemazione spesa (sia benedetto di tanto in tanto il pomodoro da cliccare!), tinteggiatura tavolino da balcone appena acquistato, revisione compiti, varie ed eventuali.
Dopo cena ero stramazzata sul divano completamente disfatta, accanto ad una Alice a sua volta stanca per la lunga giornata e un po' di cattivo umore. Poi lei, con la sua solita aria di chi la sa lunga, ha estratto una scatolina di cartone, con il lavoretto fatto a scuola per la festa della mamma e mi ha detto "dai, aprilo adesso per favore... però leggi prima il bigliettino".
Il bigliettino recava su una facciata una piccola poesia sulle mamme nel mondo, e sulla facciata accanto un pensierino scritto da bambino alla propria mamma.
 
 "Cara mamma, quando ho bisogno ci sei sempre! Ti voglio bene, Alice"

Ho la memoria corta, e siccome non voglio più ricordarmi solo ogni tanto del perché, ho messo il bigliettino nel portafoglio e da lì non uscirà più.

domenica 5 maggio 2013

La matematica e' un'opinione, anzi... Ancora meno

Ho sempre sostenuto che si tratti di una disciplina poco affidabile per non dire inutile... Con buona pace dei suoi pervicaci sostenitori.
In realtà è tutto un imbroglio.
Tanto per cominciare, e proprio volendo cominciare dall'inizio, 1+1 non fa 2... Ma nemmeno se ci provate tutta la vita.
Chi si è inventato 'sta storiella non aveva evidentemente mai avuto un casa 1+1 adolescenti... Che non è come averne due.
Soprattutto considerando che le suddette ragazzine, prese singolarmente , vengono ritenute fra le più moderate della comitiva.
Invece, in combinazione fra loro, riescono a diventare incredibilmente oche e odiosette, passatemi i termini per favore.
Bilancio del pomeriggio: un bagno devastato a forza di spruzzare deodoranti e profumi, solvente per lo smalto terminato ( ed un paio di smalti terminati a loro volta), mezzi sguardi, risatine e discorsi troncati al mio apparire, incursioni non autorizzate nella camera della sorella assente, con spostamenti di giochi, disordine di libri e suppellettili e conseguente malumore della sorella in questione.
So che sto invecchiando... Che il mio umore in questi giorni non è alle stelle e che quindi sopporto male anche le scemenze.
Però io non mi ricordo di essere stata così, non mi sarei permessa.
Inutile dire che seguirà reprimenda, che non voglio fare in presenza dell'amica.. Però sono un po' delusa.
Domani magari passerà.

mercoledì 1 maggio 2013

'O miracolo....




Il mio ibisco... That's incredible!!
Ilaria... Che ne dici? :-))
Buon mese di maggio, che sia finalmente pieno di colori e luce!