martedì 5 febbraio 2013

Quando avevo nove anni

Sto leggendo un libro davvero carino, nel quale - per ragioni ad alcuni arcinote (povera Nonhotempo...) - mi piacerebbe un giorno potermi riconoscere .
Ad un certo punto, nel capitoletto dedicato alla parola " enfance", l'autrice si lancia in un paragone fra se stessa a nove anni ed il suo bambino della medesima età .
Ovvio che io abbia subito iniziato a pensare ai medesimi paragoni fra le mie ragazze e me.... (Elisa ormai ne ha dodici, ma poco cambia)

Quando avevo nove anni vivevo a Milano, mia mamma non lavorava ed aveva tutto il tempo di dedicare i pomeriggi a mio fratello ed a me, portandoci regolarmente a casa di amici o al parco o a praticare le varie attività sportive.
Le ragazze vivono in una piccola città fuori Milano, hanno una mamma che lavora e riescono a malapena ad andare a cavallo una volta alla settimana.... io alla loro età neppure sapevo come fosse fatto un cavallo, e per questo mi compatiscono parecchio.

Quando avevo nove anni ero "fidanzata" già da tre anni e programmavo con pervicacia il mio futuro con A., che aveva giurato di sposarmi entro e non oltre la quinta elementare.... ovviamente nulla di tutto ciò è avvenuto, né in quinta né dopo (uomini... direbbe Alice).
Le ragazze ignorano (o fingono di ignorare) con altrettanta pervicacia l'universo maschile, ritenuto una specie indegna di umana considerazione, con le uniche eccezioni degli One Direction e degli atletici sconosciuti stampati sui sacchetti di Abercrombie.

Quando avevo nove anni non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto concretamente da grande, salvo due sogni, rivelatisi del tutto privi di possibilità di realizzazione:
a) fare il veterinario in Africa con il suddetto A., agognato compagno di vita e di lavoro... a sua volta, A. oggigiorno fa tutt'altro che il veterinario in Africa;
b) fare il pirata, perché  - a parte A. - il mio unico vero amore era Kabir Bedi.
Faccio l'avvocato... tutto sommato qualcosa di molto simile al pirata, a detta di parecchi.
Le ragazze non contemplano alcuna possibilità di dividere il loro futuro con qualcuno (bleah...), ma in compenso sanno bene cosa vogliono fare, e soprattutto hanno discrete possibilità di riuscirci: architetto una e libraia  con divagazioni da pasticciera l'altra...

Quando avevo nove anni, l'unico telefono di casa era un fisso posizionato in corridoio vicino alla porta del bagno. Il solo modo per usufruire di un po' di privacy era sedersi per terra chiudendosi nel suddetto bagno con il telefono... bloccando in un solo colpo servizi igienici e comunicazioni con il mondo esterno ed attirandosi improperi di vario genere.
Le ragazze usano  cordless e cellulare .... Non bloccano nulla, ma io sono costantemente alla ricerca di figlie e telefoni... questi almeno squillano se li chiami, le ragazze non si sognano neppure di rispondere...

8 commenti:

  1. Complimenti Chiara! Scrivi davvero bene e questo paragone con le tue figlie è meraviglioso! Sono fortunate ad avere una mamma come te che le ama, le osserva e trova il tempo di descriverle e di riflettere su di loro!! Bravissima!!! Ma loro leggono le cose belle che scrivi?

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  2. Silvia... grazie mille!! mi fa davvero piacere questo tuo pensiero.
    Credo che ogni mamma trovi il tempo di riflettere sui propri figli, è proprio inevitabile...
    Le ragazze non sanno del blog, a dire il vero solo due amiche presenti nella mia "vita reale" lo sanno :-)
    Il blog è nato come piccolo giardino segreto, per dare spazio a pensieri e parole che forse non avrebbero avuto voce altrimenti; però chissà... magari un giorno alle bambine lo dirò.
    Baci, buona giornata

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  3. Mi hai fatto sorridere e ridere: vedi che il sole mette di buon umore???
    E, no, non è vero che tutte le mamme riflettono sui propri figli e, quando lo fanno, lo fanno male!

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    1. Non so... non mi immagino una mamma che non si ritrovi a riflettere sui propri figli, mi sembra contro natura

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  4. Ciao Chiara,
    mi sono divertita a leggere le tue riflessioni sulle differenze tra te e le tue figlie!
    I problemi con il telefono fisso con il filo ce li ho avuti anch'io negli anni '80!
    Bellissima la definizione di "giardino segreto" per identificare ciò che è il blog per te!
    Io non so se riuscirei a mantenere il segreto...

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    1. ciao Ilaria!
      qualche volta sono tentata... mi chiedo anche se non l'abbiano già scoperto per caso frugando su internet dal mio telefono o dall'ipad...!
      Tutto è possibile, ma in questo caso sarebbero proprio brave a far finta di niente :-))
      Un abbraccio

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  5. Non sarebbe bellisimo tornare indietro nel tempo e guardare come eravamo? A me piacerebbe un sacco! I miei ricordi sono confusi........
    un bacione

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    1. Sei tornata finalmente!!
      io ho ricordi abbastanza nitidi su quel periodo, perché sono stati anni molto felici e spensierati, in cui sono nate amicizie che durano ancora oggi...
      Su periodi più recenti (medie e liceo) ho paradossalmente meno chiarezza di idee.
      Un bacio, spero a presto!

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