giovedì 21 febbraio 2013

Ma poi, perchè?


Lo ero un po' anche prima... ma da quando ho aperto il blog sono diventata decisamente una vagabonda del web.
Spesso la sera, visto l'incredibile livello dei programmi televisivi, una volta andate a letto le ragazze passo il tempo fra libri e pc.
Da qui alcune riflessioni.... magari scontate e per nulla originali, ma sono quelle che ho fatto.
Il blog è donna, almeno al 90%.
Spopolano i blog di (più o meno neo) mamme, che danno consigli e raccontano le loro esperienze, quasi sempre in chiave tragicomica.
Spopolano i blog di viaggi o dedicati a luoghi prediletti.... e fra questi ancora di più spopola la Francia (Parigi e Provenza in testa ).
Spopolano i blog di cucina..... con divagazioni qua e la fra moda e lifestyle.
Da qui altre riflessioni, prima fra tutte quella per cui alla fine mi sembra di incarnare in  buona parte lo stereotipo della blogger: innegabilmente donna, inequivocabilmente mamma, tragicamente french addicted, cucino e mangio regolarmente... tralascio invece di immedesimarmi nel profilo fashion, per un moto di pietà nei miei e nei vostri confronti.
E poi mi chiedo: come mai siamo così tante a sentire il bisogno di scrivere e di far entrare degli emeriti sconosciuti nella nostra vita? Perchè alla fine, questo è.
Se davvero - come pensavo ingenuamente all'inizio- il blog viene inteso come diario personale per appuntare riflessioni e pensieri... tanto varrebbe comprare un bel quadernetto e scrivere, perchè è ovvio che prima o poi sul tuo blog qualcuno capiterà, anche solo per sbaglio.....
E invece no, niente quadernetto... scriviamo sul web.
Io non mi ritengo particolarmente esibizionista, non ho mai amato e non amo essere al centro dell'attenzione... fatico a parlare davanti a più di due o tre persone per volta e detesto perfino le feste di compleanno quando il compleanno è il mio...
Però non riesco più a fare a meno del blog, pur sapendo che - per quanto il mio sia proprio un minuscolo blog - ormai non ci passano più le sole due amiche degli inizi.
Ma allora ci sentiamo davvero così "sole" ed abbiamo davvero tanto bisogno di questo strumento espressivo ?
Riteniamo davvero che la nostra vita ed i nostri pensieri siano così interessanti da poterli/doverli condividere con una platea potenzialmente infinita? 
Per quanto mi riguarda, sono giunta alla conclusione che, essendo io una timida inguaribile, tutti i filtri che il blog concede di utilizzare sono per me ideali...
Mi piace scrivere, per me è liberatorio ed è iniziato come vera e propria "terapia" in un momento davvero difficile; probabilmente, anzi certamente, scrivere sul famoso quadernetto non sarebbe la stessa cosa.
Probabilmente, se mi fosse venuto in mente di iniziare a scrivere  quando è nata Elisa avrei avuto meno difficoltà ad accettare i cambiamenti di vita e di ritmi legati all'arrivo di un bambino.
La mia vita mi sembra assolutamente normale e non particolarmente interessante... ma scrivo ugualmente... anzi, nei molti giorni in cui non scrivo nulla mi sembra che mi manchi qualcosa.
Scrivo per me, ma mi fa anche piacere che altri leggano... e io, che cerco sempre un perchè, non lo trovo.

9 commenti:

  1. Oddio Chiara, sarà da due settimane che ho in bozza lo stesso post!!! Lo dico spesso: ci frequentiamo troppo ihihih!!!
    Detto questo, ho maturato la convinzione che, tanti o pochi che siano i lettori, scrivo un blog e non un diario perchè non voglio che sia segreto, mi basta che sia (quasi) anonimo. Questo mi consente di salvaguardare il mio naturale pudore, di non fare violenza alla mia timidezza (lo so, nessuno crede che io sia timida: che fatica nasconderlo!!) e magari, ogni tanto, di raccogliere commenti e impressioni sul mio modo di vedere il mondo.

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    1. forse il fatto che altri possano leggere ci fa riflettere un po' di più su quello che si scrive... non lo so, ma quando scrivo sto meglio

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  2. Da "emerito sconosciuto" a cui viene volntariamente dato potenziale accesso ai tuoi pensieri, visto che posso leggerne la parte che decidi di pubblicare qui, posso dirti che di sicuro, come scrivi, l'idea del blog come diario pubblico non mi ha mai convinto. Al limite potrebbe valere per i blog chiusi ai commenti, ma si tratta di casi percentualmente poco significativi sul totale. La mia esperienza è che si tratta di un periodo, per qualcuno più breve e per altri/e più lungo, durante il quale ci fa piacere evadere da certi schemi di frequentazione, diciamo standard, che la vita ci impone (famiglia, lavoro, amici di lunga data). L'evasione poi di per sé non ha valenza positiva o negativa, ma può in qualche modo colorarsi a seconda degli "emeriti sconosciuti" con cui si entra in contatto. In rete, come noto, c'è di tutto e sta a chi scrive, post e/o commenti, selezionare bene la propria platea per non incorrere in spiacevoli equivoci. In effetti è un bel gioco, finché dura, perché l'evasione, se ben confinata, consente di tornare alla cose importanti (famiglia, lavoro, amici di lunga data) un po' più sereni e, si spera, culturalmente un po' più ricchi. Felice domenica!

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  3. Ciao Elle... contenta di vedere che sei passata ancora di qui!
    Il che - per inciso - non fa più di te un'emerita sconosciuta :-)
    I tuoi commenti sono molto interessanti e costruttivi, e questo effettivamente fa emergere uno degli aspetti per cui amo davvero scrivere qui.
    Incrociare "emeriti sconosciuti" e riuscire a scambiare opinioni, commenti, piccoli spunti di riflessione e - perchè no? - anche qualche battuta, rende certamente stimolante il fatto di "scoprirsi" agli altri.
    E' vero, il rischio che ognuno di noi tenda ad esporre la sua parte migliore è ovviamente in agguato, quindi non si può mai sapere quanto fedelmente un post rispecchi in modo sincero la personalità di chi scrive.
    Ma d'altronde è un rischio che si corre anche nella vita "vera".
    Come ho già avuto modo di scrivere da qualche parte, a me sembra che dopo alcune frequentazioni (io da voi o voi da me) si riesca abbastanza a percepire se l'esperienza sia positiva e valga o no la pena di continuare a scambiarsi visite e chiacchiere.
    Per quanto mi riguarda, fino a questo momento non mi sono imbattuta in particolari delusioni, anzi..., quindi ho solo voglia di continuare .
    felice serata a te, e spero a presto!

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  4. Ti ringrazio per le tue parole, ma sembrerebbe che io qui meriti ancora almeno l'appellativo "sconosciuto" (potrei a questo punto togliere l'emerito, in effetti) se dai miei commenti ti è sembrato che io sia una donna. Divertente questo equivoco! Ti saluto senza poter commentare il tuo nuovo e simpatico post perché, forse può sembrare strano, ma a quest'ora oggi per me è già tardi e devo andare in fretta al lavoro. Felice settimana!

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    1. non ci credo... che figuraccia :-)))
      sorry.... in realtà non ho tratto questa conclusione dal tenore dei tuoi commenti, ma ho male interpretato il tuo nick...
      "Elle" non come L (credo...) ma come "Lei"...
      Felice settimana a te, sconosciuto ex emerito ma comunque benvenuto :-)

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  5. Strano ma vero, io Elle lo avevo immaginato uomo, solo quando tu lo hai definita donna mi sono sorpresa ed ho riletto il commento.
    Beh, emeriti o non emeriti siamo davvero degli sconosciuti.
    Per quanto mi riguarda anche qui nel blog cerco di fare delle selezioni come per le amicizie reali (intese non virtuali). Non mi piace tutto, devo proprio dire la verità, questo angolo di mondo lo voglio come dico io. C'è già la vita che ci impone personaggi indesiderati. Mi piace leggerti perchè..... scivoli via!
    E mi piace quando mi leggono, lo faccio per me ma anche per dire agli altri ciò che sento e vivo, mi sento abbastanza gratificata. E' sbagliato?
    Se volessi scrivere solo per me stessa scriverei un diario personale, ma non è così.
    Ciao Chiara, a presto!

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  6. Ciao carla,
    io invece mi sono persa dietro ad una superficiale interpretazione del nick ed alla convinzione che il mio blog possa in qualche modo coinvolgere solo un pubblico femminile... mi sbagliavo :-)
    Tutti gli amici all'inizio sono forzatamente degli sconosciuti :-) il che non impedisce che questa posizione evolva nel tempo.
    non è assolutamente sbagliato quello che dici sul "piacere di essere letti", io sono d'accordo; dà soddisfazione pensare che a qualcuno possa interessare quello che dici non avendo in realtà alcun obbligo di ascoltarti!
    allora scivolo via ? interessante :-)
    ciao cara Carla, a presto

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